Affidiamoci al Signore

esti: Daniele 3:13-18

 

Nel corso della nostra vita siamo chiamati a fare molte scelte; praticamente ogni giorno noi dobbiamo decidere cosa fare di fronte alle possibili alternative che la quotidianità ci presenta. Il più delle volte si tratta di scelte che non comportano cambiamenti radicali ma soltanto di optare tra le diverse possibili soluzioni, quella che giudichiamo migliore in quel momento.

Altre volte siamo posti di fronte a scelte importanti, che inevitabilmente condizioneranno il proseguo della nostra vita, a volte in modo importante, e tuttavia, non così “definitivo” come quella cui furono posti davanti i tre giovani ebrei del racconto di Daniele.

Servire Dio o servire il Mondo?

Questa scelta in verità ci si presenta giornalmente ogniqualvolta come credenti dobbiamo decidere se osservare la Parola di Dio, oppure fare finta di nulla, facendo affidamento sull’amore del Padre e sul suo perdono, ancora una volta, quando la nostra natura umana è troppo debole e cade in tentazione.

La grazia infinita di Dio, tuttavia, non ci esime dal fare la scelta giusta, specialmente quando questa diventa fondamentale per la nostra stessa sopravvivenza.

Una massima popolare afferma “finché c’è vita c’è speranza”, e questo ci da speranza delle tante scelte sbagliate, perché fino all’ultimo istante della nostra vita ci è offerta da Dio la possibilità di tornare indietro, di pentirci dei nostri peccati; ma cosa succede quando la nostra vita giunge al termine?

Il caso dei tra giovani ebrei potrebbe sembrarci eclatante perché oggi non sono più tanti i credenti che sono chiamati a rispondere con la propria vita della loro fede (anche se negli ultimi anni sono stati purtroppo diversi i cristiani uccisi pur di non rinnegare la loro fede) e tuttavia questo racconto sta a ricordarci che la nostra “scelta definitiva” per essere salvati, non può che essere fatta a favore del Signore!

Anche i più titubanti, quelli che rimandano giorno dopo giorno la loro piena conversione al Signore, dovranno ad un certo punto della loro breve esistenza terrena affrontare questa scelta, e non si creda che sarà così semplice come ritengono alcuni, ovvero: “Mi converto solo quanto ormai la mia vita è prossima alla sua conclusione perché vinto dalla malattia o dalla vecchiaia, e quindi non ho più nulla da perdere o sperare quaggiù!”.

No, cari fratelli in Cristo, la nostra scelta deve essere consapevole e fatta in piena e assoluta libertà, sia che non incorra su di noi minaccia, sia che la minaccia che incombe su di noi sia proprio causata dalla nostra scelta di testimoniare la nostra fede.

I tre giovani ebrei del racconto di Daniele potevano anche scegliere si adorare il re babilonese e così si sarebbero salvati la vita, invece scegliendo di servire Dio, la loro vita (terrena) la condannavano.

Che fare allora?

Posti di fronte a questa prospettiva possiamo davvero soltanto metterci nelle mani di Dio, poiché se avremo fede in Lui, come ne ebbero i tre, scopriremo che qualunque sarà la decisione del Signore, Lui si prenderà cura di noi, qui sulla terra (se così sarà la sua decisione come nel caso dei tre giovani ebrei, che erano stati condannati alla fornace di fuoco ardente per aver rifiutato di adorare altri dei, ma non ebbero paura di essere gettati in quella fornace perché speravano in Dio e nella Sua liberazione) o nel Regno Celeste, come avviene ed è avvenuto per molti martiri cristiani che nel corso dei secoli hanno preferito morire piuttosto di rinnegare la loro fede.

E noi cosa vogliamo fare?

Abbiamo noi timore per la nostra vita?

Certo che ne abbiamo, e così deve essere, perché la vita è un prezioso dono di Dio, ma allo stesso tempo non dobbiamo temere per essa, per il nostro futuro, per quello che l’uomo potrà farci, perché se apparteniamo a Dio, Lui si prenderà sempre cura di noi.

I tre giovani ebrei non ebbero paura di essere gettati in quella fornace perché sapevano che Dio era con loro, e perciò vi scesero con coraggio, per testimoniare la potenza di Dio e mostrare la loro sincera fede.

Allo stesso modo noi ancora oggi possiamo avere la certezza della liberazione e del Suo intervento. Certo siamo consapevoli che incontreremo delle difficoltà ogniqualvolta testimonieremo la potenza di Dio contro il potere di questo mondo, che giace sotto il controllo del principe del Male, ma altrettanto possiamo essere certi dell'aiuto di Colui che è il nostro Maestro e Signore.

Di fronte alla minaccia estrema del Maligno, il Nostro Signore ci aprirà una nuova via e ci incoraggerà sempre e comunque.

Quando saremo di fronte alle avversità che il Mondo di tenebra prepara quotidianamente ai figli della luce, non preoccupiamoci, invochiamo il nome del Signore nella preghiera rimanendo saldi e fiduciosi nel Signore, ed Egli ci sosterrà, ci consolerà, ci conforterà e ci porterà avanti!

Non dubitiamo mai di Dio, bensì affidiamoci a Lui con fiducia in ogni circostanza perché la sua fedeltà dura in eterno! AMEN

Come in cielo anche in terra

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