Come bambini
Testo: Marco 10:14-15
Cari fratelli in Cristo, questa frase di Gesù è tra le più conosciute, ma di fatto tra le meno comprese, e soprattutto tra le meno applicate!
Eppure, è di così semplice comprensione, anzi, direi proprio “infantile”, perché tutti capiscono quali siano le differenze tra un bambino e un adulto, ma quando si tratta di applicare tale precetto, o insegnamento, o comportamento, alla nostra vita di credenti, ecco che tutto diventa terribilmente difficile, perché la spontaneità, la naturalezza quasi ingenuità dei bambini, gli adulti ormai l’hanno perduta con le esperienze mondane ed è estremamente difficile tornare indietro in questo stato. È come chiedere ad un novantenne di tornare ad avere ed utilizzare le forze fisiche che aveva a vent’anni: è impossibile!
Allora Gesù, quando diceva questo, intendeva un’altra cosa, ossia non si aspetta veramente che noi “torniamo come bambini” in età adulta, bensì che quando ci approcciamo la regno dei cieli, ossia alla condizione di perfetta armonia e connessione col Padre Celeste, noi deponiamo a terra il nostro pesante e ingombrante bagaglio di conoscenze umane, per assumere la predisposizione che avevamo quando eravamo bambini, ossia liberi da tutti i condizionamenti mentali ed esperienziali che abbiamo accumulato nella nostra vita adulta.
Gli insegnamenti di Gesù agli uomini e alle donne del suo tempo, e quindi di ogni tempo, erano e sono rivolti a riscoprire, o per molti scoprire, il legame naturale che unisce tutti noi al nostro Padre Creatore, ossia al tutto dove Dio è tutto e quindi in tutti.
Quello che la Legge Mosaica ha fallito di fare, al di là dei precetti di vita comune, è proprio di connettere gli uomini a Dio mediante l’unione degli spiriti: lo Spirito di Dio che pervade e guida ogni cosa, e il nostro personale spirito, (romani 8:16) che è parte ed emanazione dello Spirito di Dio, ma che essendone stato separato con la nostra incarnazione nel mondo al fine di fare le necessarie esperienze, rischia spesso di dimenticare la fonte dal quale è stato partorito, e per questo motivo Gesù è venuto a ricordarcelo.
Purtroppo Gesù ha trovato un difficile banco di prova, ossia non ha trovato un popolo dal cuore aperto come quello dei bambini, e quindi ha dovuto lottare parecchio per far comprendere questo messaggio, che la maggioranza delle persone ha rifiutato, proprio perché il sapere esperienziale di molti (in primis sacerdoti e religiosi di ogni luogo ed epoca) li ha inorgogliti al punto di disprezzare il cuore e lo spirito puro di chi è come un bambino, ossia di chi ha conservato l’inconsapevole conoscenza d’essere parte dello Spirito di Dio, e quindi in comunione/comunicazione con Lui, ossia la consapevolezza di essere nel Regno dei Cieli e di avere il Regno dei Cieli dentro di noi! "Il regno dei cieli è dentro di voi" (Luca 17:21)
Allora cari fratelli in Cristo, solo chi riesce davvero ad essere come un bambino ha l’istintiva consapevolezza di avere già dentro di sé il Regno dei Cieli, mentre gli altri che si approcciano a Cristo e alla fede attraverso la sapienza e l’intelletto umano sono ancora lontani dal Regno dei Cieli; sono come anime che vagano nel creato senza più riconoscere la fonte che li ha partorite! AMEN
