Dove cerchi soccorso?
Testo: Isaia 31:1-3
L’Egitto ha rappresentato per il Popolo d’Israele, dapprima un rifugio, al tempo di Giuseppe, ma poi anche un luogo di terribile schiavitù, da cui Dio lo ha liberato con mano potente per mezzo di Mosè; da quel momento l’Egitto, benché vicino e confinante a sud ovest con Israele, è diventato “off-limits” per gli israeliti, ovvero nessuna alleanza doveva più essere stretta tra Israele e il faraone d’Egitto, perché questo sarebbe stato inteso dal popolo come un “ritorno indietro”, un ripensare ad un tempo che Dio aveva chiuso, e questo comando Israele lo ha per lo più rispettato, infatti tutta la storia del regno ebraico da Giosuè fino alla deportazione degli israeliti ad opera dell’imperatore romano Tito, si è sempre rivolta verso i paesi e i popoli circostanti, ma mai all’Egitto.
Guardare all’Egitto era perciò considerato un’azione folle oltre che vietata da Dio; quando Israele era minacciato da un nemico, doveva guardare al Santo d’Israele e non ai carri da guerra egiziani, immagine usata da Isaia per indicare un aiuto inutile, assurdo, che non poteva giovare.
Isaia ci ricorda che “gli egiziani sono uomini e non Dio…”, ovvero che cosa ben diversa è cercare soccorso negli uomini e cercarlo in Dio.
Ora cari fratelli in Cristo, noi dove cerchiamo soccorso quando attraversiamo momenti difficili?
Abbiamo di fronte a noi due alternative: la prima è quella di “ricorrere a soluzioni umane”, ossia riporre la nostra fiducia “nei cavalli e nei carri da guerra egiziani” citati da Isaia, oppure attendere con fiducia l’intervento e il soccorso del Signore che “insorge contro la casa dei malvagi e contro il soccorso degli artefici d'iniquità” come ci dice ancora Isaia.
Scegliendo la prima alternativa il nostro fallimento è quasi certo, proprio perché le soluzioni umane che non tengono conto di Dio, sono destinate a concludersi male.
Scegliendo la seconda alternativa, invece, non siamo più noi che affrontiamo la minaccia, ma ci mettiamo con fiducia nelle mani del Signore.
Chi appartiene a Cristo è consapevole che l'aiuto non ci viene da altre fonti ma soltanto da Lui. Dio può e ci vuole aiutare, ed è per questo che ci esorta ad andare a Lui e lo fa con un amorevole rimprovero: “Guai a quelli che cercano soccorso altrove”.
Il Signore ci dice questo per il nostro bene, per evitarci spiacevoli conseguenze che sopraggiungono quando voltiamo le spalle a Lui e facciamo di testa nostra. Il soccorso che viene da Dio non è paragonabile al debole quanto inutile aiuto che potrebbe darci l'uomo; confidare nelle risorse umane e appoggiarsi sulla forza che esse possono dare, non fanno altro che allontanare la nostra vita dal Signore, ecco perché Egli rivolge a tutti l'invito a guardare a Lui per fede. Egli è l'Iddio di coloro che sperano in Lui, di quelli che con tutto il cuore e piena fiducia vanno a Lui e trovano soccorso al momento opportuno: È scritto: “In lui s'è confidato il mio cuore, e sono stato soccorso” (Salmo 28:7).
Cos’altro possiamo aggiungere a questo, cari fratelli in Cristo?
Invero dovrebbe esserci tutto molto chiaro, al punto di andare sicuri al Signore ogniqualvolta sorge un problema nella nostra vita, purtroppo talvolta la nostra fede nel Signore non è abbastanza forte, non è abbastanza “collaudata”, e per questo esitiamo a rivolgerci a Lui, perché ci sembra più facile ricorrere alle soluzioni umane.
Così andiamo al Signore soltanto quando, dopo aver cercato di risolvere i problemi con le soluzioni umane, e le stesse si sono rivelate inefficaci.
Allora, ancora una volta, impariamo a mettere tutta la nostra vita nelle mani del nostro Signore Gesù Cristo, proprio per essere certi di avere sempre la giusta soluzione ad ogni nostro problema, piccolo o grande che sia! AMEN
