Fede e persecuzioni
Testi: Giovanni 15:18-21
C'è un aspetto della fede cristiana che ha accomunato tutti i veri credenti di ogni tempo e luogo, cioè da quando Gesù Cristo ha cominciato ad annunciare l'Evangelo per le strade e nelle Sinagoghe della Palestina, fino ai giorni nostri, dove lo stesso Evangelo è predicato in tutte le chiese del mondo.
Gesù stesso ce l'ha profeticamente anticipato con le parole riportate nel testo di Giovanni: “Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi...”.
Noi sappiamo dalla Scrittura che durante i suoi tre anni di predicazione terrena, Cristo è stato costantemente osteggiato, deriso, ostacolato, perseguitato, e per ultimo, anche messo morte;
non ci sono dubbi allora che la stessa sorte toccherà anche ai suoi discepoli di ogni tempo, perché come ci spiega lui stesso: “Se il mondo vi odia, sapete bene che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe quello che è suo...”.
Il mondo e il suo Principe hanno odiato Gesù con tutta la loro forza, fino a togliergli brutalmente la vita;
la stessa cosa è poi accaduta agli Apostoli e ai discepoli immediatamente successivi a Gesù, perseguitati e messi a morte: prima dagli Ebrei, che li consideravano dei pericolosi rinnegati che avevano tradito la tradizione di Mosè;
poi dal governo imperiale di Roma (pagano), che li accusava di mettere in pericolo la stessa stabilità dell'impero con una dottrina che predicava l'amore per il nemico, piuttosto che la difesa dello stato;
una dottrina che rifiutava altresì di venerare, l'imperatore romano, cioè un uomo, che però, per i sudditi di Roma, era una sorta di semi-dio.
Dopo alcuni secoli di feroci persecuzioni, tuttavia, il mondo si è reso conto di non poter lottare contro Cristo e il suo Evangelo soltanto con l'uso della forza e della violenza, e così ha agito diversamente, accettando nominalmente la fede cristiana come la propria stessa fede, dopo averla però svuotata di ogni contenuto pericoloso per la stabilità del potere del mondo. Avendo nel frattempo corrotto gli uomini che erano destinati a testimoniare la Parola di Dio e trasformato la fede cristiana in una religione adatta a controllare un impero; cosa avvenuta ai tempi dell'imperatore Costantino.
Lo Spirito però non si serve di tali uomini per dare testimonianza a Dio;
lo Spirito Santo non ha bisogno di servitori terreni che lo rappresentino davanti agli uomini e al mondo.
Lo Spirito di Dio soffia nel cuore di ogni uomo che accetta sinceramente Gesù Cristo come il proprio salvatore e lo trasforma in un fedele testimone di Dio in mezzo agli uomini.
Quanto questo accade però, il mondo si sente nuovamente minacciato, perché percepisce che il suo potere è messo in discussione;
così fa di tutto per fermare tali testimoni, per renderli inoffensivi.
Ecco che a questo punto si ripresentano regolarmente le persecuzioni che Gesù ci ha preannunciato.
Perché ad essere perseguitati non sono mai i servi del mondo, né quelli che per quieto vivere preferiscono non prendere posizione e si girano dall'altra parte davanti alle ingiustizie e agli orrori che il mondo commette; quest'ultimi sono lasciati in pace, e quando necessario, persino favoriti nelle proprie azioni.
I perseguitati, come sempre, sono soltanto i veri testimoni del Signore.
Così è avvenuto che cinque secoli fa lo Spirito soffiasse nel cuore di un uomo di nome Martin Lutero, e lui ha cominciato a dare testimonianza alla Parola, senza riguardi per nessuno, se non per la Verità, ma subito il mondo si è scagliato contro di lui cercando di metterlo a tacere.
Sappiamo tutti cosa ha subito Lutero per diffondere e difendere la Riforma contro il potere del mondo, che in quel tempo era impersonato dalla Chiesa Cattolica Medievale, ormai corrotta, avida di denaro e lontana dalla grazia di Dio.
Se Lutero fosse stato un uomo del mondo, certo il mondo non lo avrebbe perseguitato;
ma lui era un uomo di Dio, e così ha affrontato con coraggio il mondo, mettendo a repentaglio la sua stessa vita per essere un testimone fedele del nostro Signore.
Ricordiamo poi il fondatore della Chiesa Metodista: John Wesley; anche lui ispirato dalla Spirito Santo ha dato tutto sé stesso per essere un testimone fedele della Parola, laddove essa era stata corrotta e non veniva più messa in pratica, perché nella Chiesa Anglicana (alta) del suo tempo, l'amore per Dio e per il prossimo si era molto raffreddato.
Wesley ha reso testimonianza al Signore e per questo è stato ampiamente perseguitato, subendo innumerevoli minacce e, talvolta, anche delle percosse fisiche, oltre all'ovvia esclusione dalla Chiesa Anglicana, che essendo ormai rivolta più al servizio del mondo che non a quello di Dio, si è sentita minacciata da questo testimone fedele dell'Evangelo.
Anche Wesley, se fosse stato un uomo del mondo avrebbe subito trovato davanti a sé una porta aperta ed una strada spianata;
però anche lui, come Lutero, era un uomo di Dio, e come tale non ha accettato compromessi con il mondo, ma è andato avanti fidando soltanto nella fede in Cristo.
In tempi ancora più vicini a noi troviamo un altro esempio di testimone fedele della Parola; un pastore battista americano di nome Martin Luther King. Anche lui non ha esitato a servire Dio fino in fondo, sacrificando anche sé stesso e la sua vita affinché la giustizia e la libertà fossero garantite ai suoi fratelli, in un paese dove il colore della pelle poteva ancora decidere arbitrariamente della vita o della morte d'un uomo. Il mondo non ha risparmiato Martin Luther King che aveva osato proclamare la giustizia di Dio per tutti gli uomini, e questo perché più è grande la minaccia che un testimone dell'Evangelo porta al sistema di valori del mondo, più questo si scatena contro di lui per metterlo a tacere.
Oggi attorno a noi assistiamo ancora a tante forme di persecuzione, alcune piccole, altre più grandi;
dei cristiani vengono ancora uccisi in diversi paese del mondo per il solo fatto di essere cristiani, anche se gli echi di tali tragedie giungono fino a noi attutiti da una stampa ormai insensibile a loro grido, quando non imbavagliata, perché trasmette soltanto quello che il potere del mondo vuole sia tramesso.
Più vicino a noi assistiamo ad episodi di discriminazione di vario genere, sempre diretti a mettere a tacere, impedire, ostacolare qualsiasi forma o tentativo di spezzare il blocco monolitico di potere che il mondo e il suo Principe hanno saputo costruire attorno a loro nel corso dei secoli.
Pensiamo, soltanto per fare un esempio, alla silenziosa discriminazione che nel nostro paese si ha nei confronti delle minoranze religiose, a cominciare dall'ora di religione cattolica ancora “imposta” nelle scuole pubbliche, o alle tante difficoltà burocratiche che sempre più spesso incontrano i fratelli che vogliono aprire dei locali di culto non cattolici.
Poca cosa questa, direte voi; in fondo cosa sono queste piccole difficoltà se paragonate alle persecuzioni che subiscono i credenti nei paesi dove rischiano la vita?
Non credo ci dobbiamo rallegrare di questo, anzi, ci dobbiamo semmai preoccupare, perché, paradossalmente, anche se nessuno di noi vorrebbe mai essere perseguitato, discriminato, escluso, osteggiato in nulla, il nostro Signore Gesù Cristo ci dice proprio il contrario: la persecuzione, la discriminazione, l'esclusione da parte del mondo sono il segno distintivo dei veri credenti, che appartengono a lui e non al mondo, perché il mondo non perseguita i suoi, o tuttalpiù si limita ad infastidire soltanto, quelli che per lui non sono una vera minaccia.
Quando un credente non è più percepito come una minaccia, come un corpo estraneo o un pericolo per il potere del mondo, è perché, forse, non sta più servendo Dio come dovrebbe, ma si sta adagiando tra le stesse pieghe del potere del mondo.
Credo che su questo tema noi non stiamo riflettendo abbastanza;
le nostre Chiese non stanno riflettendo abbastanza!
Credo che dovremmo alzare maggiormente la voce della nostra testimonianza ogni volta che il mondo ci vuole imporre di tacere o di conformarci al suo modello dominante, esattamente come hanno fatto i fratelli Martin Lutero, John Wesley e Martin Luther King, che si sono alzati in piedi, e coraggiosamente, a rischio della loro stessa vita, hanno gridato che la Verità non era quella presentata dal mondo e dai suoi servi, ma quella che procedeva dalla Parola di Dio, come trasmessaci dalla Scrittura e vivificata dalla Spirito Santo nel cuore dei veri credenti.
Di fronte al mondo che ci vuole silenti, succubi e rassegnati davanti al suo potere perverso, dobbiamo anche noi trovare il coraggio della testimonianza, che ovviamente è scomoda per il mondo, e quindi pericolosa per il credente, ma che, se siamo veri discepoli di Cristo, non possiamo non dare, perché Gesù Cristo è con noi, ci sostiene e ci esorta a farlo, affinché l'Evangelo sia sempre proclamato in ogni tempo e in ogni luogo, perché, come ci è altresì detto da Gesù: “se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra” . AMEN
