Fede, tenacia e determinazione
Testo: Genesi 37:1-8
Il testo proposto oggi sulla storia di Giuseppe evidenzia alcuni particolari:
“Egli era giovane e stava con i figli di Bila e con i figli di Zilpa, mogli di suo padre. Giuseppe riferì al loro padre la cattiva fama che circolava sul loro conto…”;
“Israele amava Giuseppe più di tutti gli altri suoi figli, perché era il figlio della sua vecchiaia”;
“I suoi fratelli vedevano che il loro padre l'amava più di tutti gli altri fratelli; perciò l'odiavano e non potevano parlargli amichevolmente”.
Particolari che ci mostrano come il quadro della famiglia di Giuseppe non fosse per nulla armonioso.
I fratelli di Giuseppe non sono esattamente delle brave persone, e questo lo scopriamo andando avanti perché per invidia e gelosia arriveranno a vendere il loro fratello come schiavo.
Dall’altro lato vediamo che Giacobbe ha una netta preferenza per Giuseppe rispetto ai suoi fratelli e questo contribuisce ad accrescere il loro odio verso di lui.
In questo quadro poco idilliaco però, ad un certo punto appare la mano di Dio, che, come un pittore, sta disegnando il suo piano per Giuseppe, o meglio attraverso di lui, per il suo futuro popolo che sta ora soltanto formandosi con la famiglia di Giacobbe.
Giuseppe però è lo strumento scelto da Dio per realizzare la missione, e come spesso accade, chi viene scelto da Dio per qualcosa d’importante, di più grande di lui, non viene quasi mai compreso da coloro che gli stanno intorno, che per questo lo giudicano un esaltato, un visionario, uno che si sta montando la testa e basta.
Dio manda a Giuseppe un sogno e questi, forse ingenuamente, forse perché gli pare veramente un segno che Dio gli invia, lo racconta ai suoi fratelli, che ovviamente non lo prendono bene e “l'odiarono ancor di più a causa dei suoi sogni e delle sue parole”.
Di fronte a una situazione come questa, un uomo che non ha Dio dietro di sé non può che lasciarsi andare, ovvero lasciar perdere per non impazzire, per non subire ulteriormente gli sberleffi delle persone più vicine a lui, che non comprendendo che Dio è con lui, e che invece di sostenerlo cercano di sminuirlo, di abbassarlo a loro livello.
I fratelli di Giuseppe arrivano a fare anche di peggio, infatti lo vendettero come schiavo, poi tornando a casa dissero a loro padre che il loro fratello era stato sbranato da una bestia feroce, provocando anche un forte dolore al padre, oltre che al fratello ormai venduto come schiavo.
Anche se oggi forse noi non arriveremmo a tanto, di sicuro chi di noi riceve una chiamata dal Signore, per quanto piccola o grande essa sia, si deve aspettare le incomprensioni proprio da parte delle persone che ci stanno più vicine, perché la chiamate del Signore sono rivolte e comprese soltanto da coloro a cui sono destinate, e ben difficilmente sono inizialmente comprese dagli altri, coloro che ci conoscono bene, ma proprio per questo faticano a credere che noi, proprio noi, siamo stati destinati da Dio a qualcosa che va oltre il comune agire.
Ricordate cari fratelli in Cristo, che pure lui all’inizio non fu creduto dai suoi stessi famigliari e dalle persone che lo conoscevano: “Non è questi il figlio del falegname? Sua madre non si chiama Maria e i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle non sono tutte tra di noi? Da dove gli vengono tutte queste cose?” (Mat 13:55-56).
Gesù ovviamente non smise per questo la sua missione, ma anzi la sua tenacia e la sua determinazione lo condussero a compierla fino in fondo.
Allo stesso modo anche Giuseppe non si perse d’animo, ma continuò ad avere fede nel Dio dei suoi padri e tenacemente ad agire bene, e questo nonostante che le difficoltà non finirono con la sua vendita come schiavo in Egitto.
La tenacia, la determinazione, unite alla fede ovviamente, sono qualità che ci vengono in soccorso davanti ai tempi di Dio, che sovente sono più lunghi dei nostri, ma chi continua a confidare nel Signore nonostante tutto, alla fine viene premiato.
Allora cari fratelli in Cristo, se oggi Dio vi ha posto davanti un’impresa che giudicate umanamente impossibile, sappiate che Lui è specializzato in cose ritenute impossibili; Lui può fare ciò che nessun altro può fare se voi riporrete la vostra fede in Lui e con tenacia e determinazione andrete avanti nel compimento della sua missione. AMEN
