I pensieri di Dio per noi
Testo: Geremia 29:4-14
Chi può conoscere i pensieri di Dio se non Dio stesso? Molte volte abbiamo sentito porre questa domanda e fare questa affermazione, eppure Dio ci fa conoscere i suoi pensieri quando essi sono utili per noi, quando servono a farci comprendere meglio quale strada dobbiamo seguire e il perché dobbiamo seguire quella, e non un’altra che a prima vista ci può sembrare migliore.
A volte succede di non comprendere perché ci accadono certe cose, di non riuscire a spiegarci il comportamento di Dio in quel momento, e gli rinfacciamo le sue decisioni, o i suoi “mancati interventi” per risolvere un problema che ci sta molto a cuore, perché Lui sembra disinteressarsene o essere sordo alle nostre richieste, invece soltanto poi, quando il piano di Dio ci sarà rivelato, capiremo il perché di certe scelte o di certi accadimenti.
Quando Geremia parlava al popolo ebraico annunciandogli l’imminente castigo di Dio con la sua deportazione in Babilonia, ovviamente le reazioni degli israeliti erano tutt’altro che positive, e andavano dal non credere a Geremia, accusandolo di mentire o addirittura di essere in combutta con i babilonesi, fino a criticare aspramente la decisione di Dio, giudicata ingiusta.
Il Signore però, che parlava per mezzo di Geremia, in questo caso è stato molto chiaro, spiegando il perché della sua drastica decisione;
tuttavia, nonostante la severità della sua punizione, Dio non ha cessato di amare il suo popolo, e lo fa dire con chiarezza a Geremia: “Io so i pensieri che medito per voi, dice il Signore: pensieri di pace e non di male, per darvi un avvenire e una speranza”
La sua decisione di punire il popolo ribelle ha una prospettiva in realtà di bene, e tende a preparare il popolo stesso per un futuro migliore.
Certo quando riceviamo una punizione impartita per il nostro bene, per la nostra correzione, noi non siamo felici, perché subito vediamo la parte dolorosa che ci attende, e non quella buona che ne conseguirà in futuro quando avremo imparato dai nostri errori.
Il Signore però ci invita ad avere sempre fede in Lui, a confidare in Lui, a metterci nelle sue mani, accettando anche quello che apparentemente sembra un male, ma che nel piano di Dio è in realtà il presupposto affinché ne possa scaturire un bene futuro.
Così Dio invitava gli israeliti a continuare a vivere una vita in positivo, rivolta ad un futuro migliore, senza recriminare il passato perduto, perché ciò che Dio ci fa lasciare sarà sempre più che compensato da quello che Lui ci donerà in questa e nella prossima vita.
Questo è il pensiero di Dio per noi anche oggi, e Dio ce lo fa sapere affinché noi non disperiamo ma seguiamo con fiducia i suoi piani, sapendo che Dio non mente mai, ma mantiene sempre le sue promesse.
Noi abbiamo conosciuto Dio per mezzo del suo figliolo Gesù Cristo, che ce lo ha rivelato sotto una nuova luce, ossia non più quella di Dio severo, bensì quella di Padre amorevole;
non che Dio sia cambiato, giacché: “ogni cosa buona e ogni dono perfetto vengono dall'alto e discendono dal Padre degli astri luminosi presso il quale non c'è variazione né ombra di mutamento.
(Giacomo 1:17), ma perché, ad un certo punto, noi uomini siamo cresciuti fino a comprendere meglio ciò che Lui aveva in serbo per noi fin dall’inizio.
Allo stesso modo in cui il popolo ebraico aveva la necessità di “maturare” nel corso della sua lunga storia, e questo lo avrebbe potuto fare passando per la cattività babilonese, così noi umanità, dopo aver conosciuto il lato severo di Dio, con l’avvento di Cristo, abbiamo maturato una nuova consapevolezza che prima non avevamo, scoprendolo come Padre amorevole.
Così, dopo la venuta di Cristo, che è stato con noi solo per un tempo, Dio Padre ci ha inviato lo Spirito Santo, destinato a rimanere con noi fino alla fine dei tempi;
così la Bibbia tramite lo Spirito Santo ci rivela i pensieri di Dio, e mentre la leggiamo, lo Spirito Santo ci dona il privilegio di conoscere il Suo carattere e la Sua natura.
Dio è come un padre premuroso e si preoccupa di noi fondamentalmente per la vita eterna, anche se non tralascia la vita attuale, ma pensa anche alla nostra esistenza sulla Terra, perché sia gioiosa e serena (Matteo 6:33);
Dio è Santo e i Suoi pensieri non sono "di male", ma di santità e benevolenza, "per darvi un avvenire e una speranza". Fidiamoci del Signore, di quello che Egli pensa di noi e per noi! AMEN
