I segni e i carismi

Testi: Salmo 2; Giovanni 10: 22:38

Se non faccio le opere del Padre mio, non mi credete; ma se le faccio, anche se non credete a me, credete alle opere, affinché sappiate e riconosciate che il Padre è in me e che io sono nel Padre”. Con queste parole, che esprimono anche tristezza e delusione, Gesù Cristo si congeda dai Giudei, che nonostante tutti i suoi appelli, continuano a rifiutare l'amorevole chiamata del Padre.

Quando leggiamo il racconto della vita di Gesù, rimaniamo sconcertati per la durezza di cuore dimostrata dagli israeliti; ci domandiamo come possano essere stati così insensibili, così ciechi ed arroganti di fronte al figlio di Dio.

Come hanno potuto non capire che Gesù Cristo era il figlio di Dio? I Vangeli sono pieni di “segni miracolosi”, di eventi straordinari, e quindi umanamente impossibili, che dimostravano in modo inequivocabile come Gesù di Nazareth fosse veramente il figlio di Dio.

Cos'altro avrebbe dovuto fare Gesù, per dimostrare che lui era il vero Messiah, che la sua Parola era “Parola che veniva dalla bocca di Dio”?

Queste sono le domande che oggi noi ci poniamo leggendo di Gesù Cristo nella Scrittura; noi che non lo abbiamo mai visto di persona, noi che non abbiamo mai assistito ai segni che lui ha compiuto nel breve tempo in cui è vissuto sulla terra come uomo; tuttavia noi crediamo al racconto dei testimoni così come ci è stato tramandato.

Perché allora, in quel tempo, molti non hanno creduto alla Parola di Gesù Cristo?

Molti l'hanno fatto, ovviamente, ma molti altri no, e tra quest'ultimi c'erano proprio quelli che meglio conoscevano la Scrittura e la Legge che, come scritto nel Salmo 2, preannunciavano la venuta del Figlio di Dio sulla terra, già molti anni prima che ciò accadesse;

perché allora non hanno creduto?!

La risposta in verità ce la dà Gesù Cristo stesso: “Ve l'ho detto, e non lo credete; le opere che faccio nel nome del Padre mio, sono quelle che testimoniano di me; ma voi non credete, perché non siete delle mie pecore. Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono”.

Questa risposta in fondo un po' ci sconcerta; ha tutto il sapore della “predestinazione”.

Soltanto coloro che sono stati predestinati ad essere pecore di Cristo, ossia gli Eletti, potranno seguire Gesù Cristo. Gli altri, per quanto siano chiamati, non lo seguiranno. Non bastano opere e segni potenti per convincerli, è tutto inutile, esse non comprenderanno mai la parola di Cristo!

È così che stanno veramente le cose?

Io sono da sempre convinto del principio di libertà o “autodeterminazione” dell'uomo, pur di fronte alla predeterminazione di Dio, e non mi sento di accettare la dottrina della predestinazione cara al calvinismo, e tuttavia non posso non rimanere affascinato dal mistero di Dio e, per fede, lo accetto e mi fermo di fronte ad esso, perché so che questo è il limite posto all'uomo.

Nella voce amorevole di Cristo, il buon pastore, è racchiuso un affasciante mistero che la mente umana da sola non può comprendere, perché non è soltanto alla mente dell'uomo che il Padre nostro Celeste fa appello, ma anche al cuore, al sentimento, allo spirito di ciascuno di noi.

Coloro che vogliono trovare Dio soltanto con la mente ed i ragionamenti, allora i Dottori della Legge, oggi i teologi e gli studiosi di ogni disciplina umana, sono incapaci di farlo!

Dio ben difficilmente si fa trovare da costoro. Questi sono le pecore che non appartengono all'ovile del Signore, e perciò non riconoscono la sua voce, che parla direttamente al cuore.

Ora, la nostra fede ha il fondamento nella Scrittura, ispirata dallo Spirito Santo e tramandataci dai primi discepoli del Signore, e noi ci manteniamo fermamente legati ad essa poiché essa è la Parola di Dio, l'unica vera Parola;

eppure non era forse Parola di Dio anche la Legge di Mosè?

Si lo era, e i Giudei lo sapevano bene; nonostante questo però, ciò non è servito loro a comprendere che Gesù era il Messiah, il Salvatore del mondo!

A che serve allora tutta la Scrittura se poi non è in grado di condurci alla Salvezza?

La Scrittura da sola è inutile; è come un'automobile senza benzina nel serbatoio. È sì tutta perfetta e funzionante, però senza la benzina, non ci porta da nessuna parte.

Anche il Nuovo Testamento da solo non basta per la salvezza dei cristiani, così come il Vecchio non bastò agli Ebrei!

Distribuiamo cento Bibbie a cento persone, e scopriremo che forse dieci di loro vi avranno trovato la voce del Signore, mentre gli altri novanta avranno letto un vecchio libro, noioso ed inutile.

Forse questi novanta non erano pecore del Signore! Forse è così, non lo sappiamo veramente, perché soltanto il Signore conosce le sue pecore, e le sue pecore conoscono Lui.

La cosa importante però, quello che dobbiamo sempre tenere a mente, è che: “la lettera da sola è morta”, ciò che vivifica la parola scritta per mezzo di mani umane, è lo stesso Spirito Santo che l'ha ispirata;

senza lo Spirito Santo nessun uomo è in grado di riconoscere il Signore tra le pagine della Bibbia, semplicemente perché senza di lui nessun uomo può comprenderne il vero significato.

Lo Spirito ci parla attraverso la Parola, ma parla direttamente ai nostri cuori; parla non all’ego della nostra mente, bensì all'umiltà del nostro cuore.

Pur nella sua infinita potenza, infatti, Dio Padre ha scelto di comunicare all'uomo mediante il suo amore;

il suo grande comandamento non ci chiede di studiare e comprendere la natura di Dio, di ricercarlo con la saggezza e la sapienza delle nostre menti.

Dio ci chiede semplicemente di amarlo ed abbandonarci al suo amore come farebbe un fanciullo tra le braccia di sua madre e di suo padre.

Coloro che hanno riconosciuto in Gesù il figlio di Dio, infatti, non furono i dotti ed i saggi, cioè i dottori della Legge, bensì gli umili, i mansueti, i miti, i minimi del popolo, ovvero gli ultimi del mondo;

Allora, non è un paradosso che noi ancora oggi continuiamo a ricercare Dio attraverso la sapienza umana?

Non è un paradosso che molte delle chiese di Cristo sulla terra siano ancora guidate da uomini il cui valore è misurato, più dal loro sapere umano, che non dai carismi e dalle grazie ricevuti dallo Spirito Santo?!

Dovremmo riflettere su questo fratelli perché anche noi rischiamo di diventare come i Giudei ogni qualvolta dimentichiamo l'indissolubile legame che esiste tra la comprensione della Parola e l'azione dello Spirito Santo.

Non voglia il Padre che noi arriviamo al giorno in cui i nostri cuori siano cosi induriti da non riuscire più a comprendere la voce del nostro Buon Pastore, e rimanere per questo fuori dal suo ovile!

Dico questo provocatoriamente cari fratelli in Cristo ...ma soltanto fino ad un certo punto!

La crisi del mondo giudaico ai tempi di Gesù era evidente; nei cuori di quegli uomini non c'era più spazio per lasciar agire lo Spirito Santo, e senza di Lui anche la loro Legge era vana perché non erano più in grado, né disposti, ad ascoltare la voce di Dio Padre che parlava loro per mezzo del Figlio.

Così non bastarono neanche i segni miracolosi fatti da Gesù per convincerli: anzi, questi segni potenti avevano su di loro esattamente l'effetto contrario, quello di renderli ancora più duri ed insensibili, chiusi nel loro orgoglio e ottusamente determinati nel preservare la loro umana tradizione.

Ai nostri giorni abbiamo un'altra crisi davanti a noi: quella delle chiese, cd storiche.

Le Chiese storiche di fatto si stanno comportando come i Giudei del tempo di Gesù.

Si gloriano di possedere la conoscenza della Scrittura; si inorgogliscono del loro sapere umano che ha persino permesso loro di scoprire che la Scrittura è piena di incongruenze ed imprecisioni storiche!

Dentro di loro magari c'è anche chi comincia a dubitare della Scrittura stessa, a forza di mettere in evidenza la sua imprecisione circa i fatti del mondo (danni del metodo storico critico...)

Nello stesso tempo però, vediamo che in tutto il mondo, stanno nascendo molte nuove chiese di Cristo.

Queste tuttavia non convincono affatto perché:

non piace il loro approccio alla Scrittura, troppo “naif”, senza un'adeguata conoscenza teologica;

non piace la loro etica, troppo lontana da alcuni valori laici che i credenti storici considerano fondamentali;

non piace il loro modo di essere chiesa, troppo chiusa in sé stessa e troppo fondamentalista;

non piace il loro atteggiamento che, secondo il giudizio dei teologi storici, “esagera” il ruolo dello Spirito Santo in ogni cosa, a scapito dell'agire umano, e poi c'è l'esaltazione dei segni soprannaturali, di cui, francamente, si dubita persino dell'autenticità, perché cose simili forse accadevano ai tempi di Gesù, ma dopo d'allora è difficile che ne avvengono ancora...?!

No francamente i credenti storici hanno molte riserve su questi fratelli e queste sorelle che assomigliano troppo ai cristiani delle origini perché non hanno alle spalle una solida tradizione ecclesiastica!

Anche i Giudei dei tempi di Gesù, se fossero qui con noi oggi, darebbero ragione ai teologi e ai credenti storici!

Si, oggi i cristiani tradizionalisti si comportano come i Giudei di allora, rifiutando di comprendere la Parola così come viene trasmessa e fatta intendere dalla Spirito, e non credono più neppure ai segni che il Signore ancora manda a coloro che si mettono completamente nelle sue mani!

È triste vedere come ci si è dimenticati che Dio difficilmente si fa comprendere da coloro che sono orgogliosi e superbi nel loro cuore; Dio parla agli umili di spirito, ai disprezzati, ai perseguitati, a coloro che sono ai margini, a coloro che sono ultimi nel mondo, perché il loro cuore è ancora simile a quello dei bambini, non soffocato dalle malizie e dalle lusinghe del mondo.

Negli ultimi cento anni, con la sua benedizione, il Signore ha fatto prosperare e crescere in numero e statura queste chiese che si lasciano guidare dallo Spirito Santo con tutto il cuore, affinché siano testimonianza al mondo della sua grandezza, che come sempre non si esprime nella potenza, bensì nella debolezza, umana.

Ma forse l’orgoglio dei credenti dotti li rende ciechi per vedere questo?

O è forse malcelata invidia la loro, come quella dei Giudei, che si videro “scavalcare” dagli ultimi nella benedizione di Dio, e invece di ravvedersi si chiusero nel loro orgoglio di discepoli di Mosè?

Quali altri segni dovrebbe fare il Signore perché ci sia chiara quale sia la sua volontà?

Non bastano i segni dei tempi?

Non bastano le chiese cd storiche che si svuotano mentre quelle nuove si riempiono perché sia chiaro dove soffia lo Spirito Santo?

I cristiani storici sono davvero diventati così orgogliosi e attaccati al potere di questo mondo da non saper più discernere ciò che viene da Dio, quando esso si manifesta?!

Cari fratelli in Cristo, apriamo tutti il nostro cuore alla voce amorevole di Cristo che ci chiama; noi siamo le sue pecore e in fondo al nostro cuore lo sentiamo;

sentiamo di voler andare con Lui perché sappiamo d'essere suoi, ma spesso qualcosa ci frena, ci distrae, ci confonde, e così finiamo per ascoltare maggiormente le voci del mondo che non quella del nostro Signore, e conseguentemente vaghiamo confusi.

Dobbiamo ritornare ad ascoltare con umiltà la voce del Signore;

dobbiamo lasciare che lo Spirito Santo ci inondi il cuore e ci conduca alla comprensione della Parola del nostro buon pastore, come fa un bambino che ascolta ed ubbidisce alla parola dei genitori, fidando completamente in loro, con gioia ed allegrezza, sicuri dell'immenso amore che il nostro Signore ha per noi;

dobbiamo riscoprire la gioia che l'amore del nostro Padre Celeste infonde nel cuore dei suoi figlioli per mezzo del suo figlio diletto.

Non indugiamo oltre; abbandoniamo quell'insensato atteggiamento di superiorità che non ci porta a nulla, e ascoltiamo il dolce suono della voce del Signore che ci guida al suo ovile.

Questo semplicemente dobbiamo fare; non occorre essere dottori della legge o grandi teologi per comprendere la chiamata del nostro Signore, basta lasciarsi guidare con cuore sincero dalla sua Parola per scoprire quanto è meraviglioso dimorare nella sua casa ogni giorno della nostra vita. AMEN