I segreti di Dio

Testi: Salmo 25:14, Luca 8: 9-10

 

Potrebbe sembrare strano che il Signore Gesù Cristo, che è venuto per annunciare la buona novella dell’Evangelo a tutta l’umanità, e a portare un messaggio di salvezza per tutti, parli qui di “misteri di Dio” da far conoscere soltanto ad alcune persone scelte (Eletti) e quindi fidate; se però ci pensiamo bene, così non è!

Troppo spesso noi ci dimentichiamo che tra Dio e il suo avversario, il diavolo, è in corso una guerra che dura almeno dalla creazione dell’uomo, cioè da quando Adamo fu tentato dal serpente nel giardino di Eden, e tutti sappiamo che una guerra non è mai qualcosa di limpido e trasparente.

In guerra, oltre ai combattenti, ci sono le spie, coloro che si muovono nell’ombra per favorire il proprio paese o la propria parte, a scapito dell’altra. I cd “servizi segreti” durante i conflitti sono quanto mai attivi e molto spesso sono anche determinanti per le sorti della guerra.

Ma chi sono gli agenti segreti che operano per Cristo in questa lunghissima guerra? Come potremo noi individuarli e distinguerli dal resto dei credenti, ossia da coloro che combattono apertamente la guerra contro il Male, conformandosi alla volontà di Dio?

Non è sempre facile farlo, anche perché i servizi segreti sono tali proprio perché nessuno può conoscerli con certezza, se non chi li ha stabiliti (Dio) e loro stessi.

Che cosa significa dunque la frase del Salmo: “Il segreto del Signore è rivelato a quelli che lo temono, egli fa loro conoscere il suo patto”?

Possiamo ben affermare che Dio non rivelerà mai i propri segreti ai Suoi nemici! Se l’uomo persiste nel peccato non potrà conoscere la volontà e quindi il piano di Dio.

Dio ha un piano per noi, per ciascuno dei suoi Eletti, che è a loro ben esplicitato nella Scrittura, ma che risulta di difficile comprensione per tutti coloro che non hanno rinunciato alla propria natura di uomo carnale, e perciò continuano a servire o favorire il Principe di questo mondo, ossia il diavolo, l’avversario di Dio.

Gesù Cristo, ad esempio, parlava in parabole, a volte di facile comprensione e avente lo scopo di chiarire il suo volere alla folla, altre volte invece erano difficilmente comprensibili, come nei versetti che precedono il passo proposto oggi, e questo perché?

Non sapremo mai chi fosse il pubblico che udiva la parabola in quel momento, ma è molto probabile che Gesù, che conosce i cuori di ogni persona, sapesse chi aveva di fronte in quel momento e per questo, avesse usato un linguaggio oscuro, per poi però spiegare il tutto ai sui discepoli.

Tuttavia, notiamo come la citazione che usa “affinché vedendo non vedano, e udendo non comprendano” sia ancora presa dalla Scrittura antiche, e quindi anche in questo caso Gesù non propone nulla di nuovo ma ribadisce la volontà primigenia di Dio.

Non tutti entreranno nel regno di Dio; non certamente i nemici di Dio, i servi di Satana. Per questi ultimi non solo non c’è spazio nel regno celeste, ma è chiaro il proposito di Dio di fare in modo che questi non vi si avvicinino nemmeno, per evitare il rischio che possano causare dei danni ancora maggiori, di quanto non abbiano già fatto, agli Eletti.

Per questo motivo occorre una certa segretezza, così Dio riserva ai soli degni di fiducia di conoscere i suoi segreti.

Questo aspetto di Gesù e della sua predicazione è poco conosciuto, ovviamente, e anche poco evidenziato dalle diverse chiese, ma non è affatto secondario, perché il piano di Dio, che la Scrittura ci rivela, prevede che nel regno celeste potranno entrare soltanto coloro che si dimostreranno fedeli a Dio: “Ma per i codardi, gl'increduli, gli abominevoli, gli omicidi, i fornicatori, gli stregoni, gli idolatri e tutti i bugiardi, la loro parte sarà nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, che è la morte seconda” (Ap 21:8).

Quindi Gesù mostra due diversi atteggiamenti: verso i servi del diavolo c’è una chiusura a difesa, un atteggiamento che esclude ogni loro coinvolgimento, affinché con la loro azione nefasta (simile a quella del serpente in Eden) non portino gli Eletti alla perdizione;

verso i suoi fedeli discepoli tutto cambia. Gesù, in privato, spiega loro ogni mistero. Così è scritto: “Io non vi chiamo più servi, ma amici”!

Ma anche questa non è una novità, poiché già nel Vecchio Testamento è scritto che Dio rivelò ad Abramo quello che avrebbe fatto: “Il Signore disse: 'Dovrei forse nascondere ad Abraamo quanto sto per fare”.

Non si può servire due padroni, è ribadito in altra parte della Scrittura, ovvero non si può tenere il piede in due scarpe, o rimanere in mezzo al guado; Dio chiede ad ogni uomo di schierarsi apertamente e completamente, o con Lui, o con il suo nemico. Com’è ovvio Dio invita tutti, attraverso Cristo, a schierarsi con Lui, ma sa altrettanto bene che non tutti lo faranno, anzi sa che la maggioranza degli uomini si schiererà con il suo nemico (molti sono i chiamati ma pochi gli eletti), e quindi Dio usa tutta la prudenza necessaria affinché i suoi segreti (misteri) non siano rivelati ai suoi nemici.

Per i suoi figli però Dio Padre non si risparmia: tutti coloro che si “arrendono al Signore e alla Sua volontà” ottengono la Sua benedizione, la Sua guida e la Sua protezione.

Per i suoi figli fedeli, Dio manifesta la Sua disponibilità nei loro confronti "rendendoli partecipi" dei Suoi piani.

Cari fratelli in Cristo, affidiamo quindi la nostra vita al Signore, confidiamo in Lui con tutto il cuore e per certo Lui si prenderà cura di noi rivelandoci il Suo piano per la nostra vita. AMEN

Come in cielo anche in terra

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