Il nostro punto di riferimento

Testi: Matteo 28:16-20; Ebrei 13:8-9

La nostra è un’epoca di forti e rapidi cambiamenti; chi di noi ha sulle spalle un po' di anni, facendo il confronto con il tempo della propria gioventù, vedrà evidenti le differenze. Quante cose sono cambiate in soli vent'anni, lo spazio di una generazione? Se poi pensiamo ai tempi dei nostri padri e dei nostri nonni, ci sembra veramente di vivere in un altro mondo!

Siamo in molti ormai a fare queste considerazioni, e il più delle volte lo facciamo per esprime un disagio interiore, sia pure inconsapevole;

infatti, chi è cresciuto in una società scandita da una serie di regole, che rispecchiavano altrettanti valori etici ritenuti saldi e immutabili, proprio perché maturati e trasmessi nel corso dei secoli, da una generazione di credenti a quella successiva, all'improvviso prova un senso di smarrimento, di confusione, per il venir meno di questi sicuri punti di riferimento.

Questo avviene prima di tutto nella società civile, dove molti dei comportamenti che in passato erano ritenuti positivi e auspicabili per assicurare una sana convivenza, all'improvviso sono diventati discutibili, se non addirittura riprovevoli o vietati;

per contro, altri comportamenti da sempre ritenuti disdicevoli e contrari alla legge morale, sono diventati legittimi e largamente approvati, o addirittura previsti dalla legge!

Agli occhi dei più anziani è un po' come se il mondo si fosse capovolto!

Tutto ciò che coinvolge la società civile, però, quasi inevitabilmente tocca anche la sfera della religione e della fede, poiché molto spesso le norme legislative della nostra società cristiana occidentale, sono state modellate partendo dall'etica biblica e cristiana, le tanto sbandierate “radici ebraico-cristiane dell'Europa”.

Gli esempi che potrei citare sono davvero tanti, però oggi vorrei soltanto evidenziare come il cambiamento si sia accentuato nel corso del XX secolo, dopo che in quelli precedenti si sono mossi soltanto i primi passi verso un nuovo modello di società civile, e rapporto con la religione.

Pensate a quando nel XIX secolo, Darwin propose la teoria evoluzionista, quale veemente reazione ha provocato tra i teologi e i religiosi del tempo, per il fatto che tale teoria contraddiceva la Bibbia!

Oggi però i punti di contrasto tra ciò che dice la Bibbia e ciò che è apertamente accettato nella società civile sono sensibilmente aumentati, al punto che anche molti credenti, che fino a pochi anni fa riuscivano ancora a conciliare i due ambiti, oggi si trovano a disagio proprio per la difficoltà di trovare un equilibrio tra il continuare a credere in Cristo, e nello stesso tempo vivere in un mondo che ogni giorno sembra avere sempre meno di cristiano.

Di fronte a questo conflitto, solitamente si prospettano due possibili strade, entrambe altrettanto pericolose, perché conducono lontano dalla vera fede cristiana.

La prima, adottata dai gruppi fondamentalisti, integralisti e tradizionalisti, porta al rifiuto della moderna società civile, della sua etica e delle sue norme; poiché ciò che il mondo propone oggi è in netto contrasto con la Scrittura: “Rifiuto il mondo e mi attacco alla lettera della scrittura, l'unica vera guida per un credente”, affermano costoro.

A titolo di esempio possiamo citare i cd creazionisti, che rifiutano l'evoluzionismo semplicemente perché in contrasto con la spiegazione delle origini data dalla Bibbia, o quelli che vorrebbero fermare lo sviluppo umano ancorandosi ad un mondo passato (es. gli Amish), o più semplicemente quelli che leggendo la Bibbia in modo letterale, e ad esempio, continuano a sostenere che il mondo è stato creato in sette giorni terrestri letterali (anche quando la Terra non esisteva ancora!).

La seconda strada è ancora più pericolosa della prima, dal momento che ci porta a dire semplicemente: “Poiché è evidente che la Bibbia non rappresenta più un modello valido per interpretare la società umana, anche i valori in essa contenuti, e la religione cristiana più in generale, non rappresentano più, né un modello, né un valore per la vita delle persone del nostro tempo”.

Ecco il sorgere del laicismo, dell'ateismo, del secolarismo e di quant'altro spieghi il progressivo e inesorabile allontanamento di una grande fetta di popolazione dalla fede cristiana!

Qual'è allora la strada che può portarci a conciliare la società in evoluzione e la fede cristiana?

Se nel corso di duemila anni di storia, e in particolare negli ultimi cento, cinquanta o venti, la società civile, e quindi il suo rapporto con la religione, è cambiato profondamente, tanto che oggi la società in cui viviamo e molto diversa da quella descritta nella Bibbia, chiediamoci: “Che cos'è che non è mai cambiato, che cosa è rimasto sempre lo stesso, ieri, oggi e in eterno?”

La Bibbia stessa ci da una risposta chiara su questo punto: Gesù Cristo!

Dio è sempre lo stesso, lui non è cambiato, non cambierà mai, perché l'Eterno non muta, le sue parole rimangono valide di età in età: “passeranno i cieli e la terra, ma le mie parole non passeranno” (Mt 24:35) ci dice ancora la Scrittura. Ciò che lega le generazioni di credenti che si sono succedute nei 2000 anni dalla morte di Cristo, sono proprio le sue parole, il suo messaggio d'amore, di salvezza, di perdono, di speranza, di vita eterna!

Allora cari fratelli in Cristo, in mezzo alla confusione dei nostri giorni, dove molti valori etici sono mutati rispetto anche solo ad un recente passato, la promessa di Cristo non è mai venuta meno, è più viva e attuale che mai.

Cristo e la sua parola rimangono l'unico punto di riferimento per il credente dei nostri giorni, che si trova a navigare in un mare tempestoso, sballottato da onde di nuove idee, ideali e ideologie, che lo sommergono fino a fargli smarrire la rotta.

Ma è veramente facile rimanere fermi avendo Cristo come punto di riferimento?

No che non è facile! Se lo fosse non saremmo travagliati dai mutamenti e scossi dai dubbi che ci assalgono.

Eppure, la verità di Cristo è molto semplice, direi quasi elementare, proprio perché destinata ad  essere compresa da coloro che sono come i bambini, ci dice ancora la Scrittura.

La difficoltà più grande per molti credenti sta proprio nel non riuscire a scorgere la verità di Cristo, perché nascosta sotto le macerie della tradizione ecclesiastica, seppellita sotto secoli di formalismo religioso e di moralismo bigotto.

La grande verità del messaggio cristiano si fonda su due soli comandamenti: l'amore per Dio e per il prossimo;

tutta la fede cristiana si manifesta in questi due semplici insegnamenti, che sono rimasti e rimarranno immutati nei secoli, non importa come evolverà la società umana. Noi oggi siamo chiamati ad amare Dio e il nostro prossimo esattamente con lo stesso cuore dei fratelli e delle sorelle vissuti dieci o venti secoli fa!

Tutto il resto è tradizione umana, precetti di uomini che cambiano da epoca a epoca, e che non servono veramente a rendere il culto a Dio, come ci disse Gesù: “Invano mi rendono il loro culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini” (Mc 7:7), o come ci ricorda la lettera agli Ebrei nel versetto di oggi: “Non vi lasciate trasportare qua e là da diversi e strani insegnamenti; perché è bene che il cuore sia reso saldo dalla grazia, non da pratiche relative a vivande, dalle quali non trassero alcun beneficio quelli che le osservavano”.

Sarebbe assurdo se noi volessimo vivere come vivevano i contemporanei di Gesù, perché, evidentemente, le nostre conoscenze tecniche, scientifiche e spirituali si sono accresciute nel corso dei secoli.

Oggi non abbiamo più bisogno di gridare al miracolo se vediamo un uomo che vola su un aereo, o un altro che esce vivo da un intervento chirurgico, ma certamente non per questo dobbiamo pensare che Dio un tempo non abbia compiuto opere miracolose che ora siamo in grado di fare anche noi grazie all'accresciuto sapere umano.

Ma soprattutto non dobbiamo pensare che per questo Dio non esista più, o che peggio, noi non abbiamo più bisogno di lui!

Allo stesso modo, se siamo consapevoli che la cultura umana, passata, presente e futura, muta, perché cambia da una generazione ad un'altra, noi non dobbiamo pensare che questo mutamento rappresenti un cambiamento degli insegnamenti fondamentali di Dio, e per questo sgomentarci.

Impariamo a distinguere i segni dei tempi, che sono passeggeri e mutano come le stagioni, da quelli che invece sono i principi eterni della Parola di Dio, che non muteranno mai.

Benché per la nostra generazione questo sia più difficile, perché il cambiamento è molto più rapido rispetto al passato, pretendere di vivere nel passato, secondo i modelli umani descritti nella Bibbia, è altrettanto forviante che abbandonare la fede a causa degli stessi cambiamenti.

La Bibbia non è un testo scientifico, e non è nemmeno un “libro sacro sceso dal cielo”, dove ogni parola è stata “vergata dalla mano di Dio...”.

La Bibbia è la raccolta delle testimonianze delle rivelazioni che Dio ha fatto agli uomini che hanno creduto in Lui, la più importante di tutte è quella dataci attraverso il sacrificio del nostro Signore Gesù Cristo, che è valido ieri, oggi e sempre.

Chi riceve nel proprio cuore queste testimonianze non sarà mai, né confuso, né smarrito, per quanto la società umana possa cambiare nel corso dei secoli, e questo fino alla fine dell'età presente, quando ritornerà il nostro Signore e tutto ci sarà rivelato pienamente.

Fino ad allora però, dobbiamo avere un solo punto di riferimento: non le tradizioni umane descritte nella Bibbia, come pensano alcuni, ma sempre è soltanto Gesù Cristo e la sua Parola di salvezza.

Gesù ci ha detto che lui sarà con noi fino alla fine dell'età presente; questo basta ad ogni vero credente di qualsiasi epoca, perciò cari fratelli in Cristo, non ci sgomentiamo davanti ai cambiamenti della nostra società, ma continuiamo a credere con tutto il nostro cuore in Gesù Cristo, Parola eterna e vivente di Dio, e nostro unico punto di riferimento! AMEN