Il Primogenito dai morti

Testi: Matteo 28:1-7: Colossesi 1:13-18

 

Oggi ricordiamo la Pasqua del Signore, la Pasqua di risurrezione! Non c’è ricorrenza più grande nel calendario cristiano della Pasqua. Molti credenti reputano il Natale essere la festa cristiana per eccellenza, ma così non è, perché il cristianesimo è nato con la morte e risurrezione di Gesù Cristo. Se Gesù Cristo non fosse risorto dai morti, sarebbe stato soltanto uno dei tanti “pretesi messiah”, il cui ricordo si sarebbe perso nella storia; la sua risurrezione il terzo giorno invece ha cambiato tutta la prospettiva della storia umana, aprendoci la strada alla speranza dei cieli. Ecco che “il primogenito dai morti” ha permesso una nuova esistenza all’umanità dopo la condanna a morte in Adamo. La risurrezione in Cristo è diventata la nostra speranza, che per i credenti si tramuta in certezza di vita eterna.

Gesù Cristo è stato il primo a risorgere dalla morte con un corpo glorificato e immortale: "Ma ora Cristo è risuscitato dai morti, primizia di quelli che dormono" ci ricorda l’Apostolo Paolo (1° Corinzi 15:20). Un evento così eccezionale che mai prima d’allora si era visto sulla faccia della terra, se non in quei rari casi in cui gli inviati di Dio avevano mostrato di potere operare in questo senso, trai i quali lo stesso Gesù, quando aveva ridato vita a Lazzaro e ad altre persone, ma sempre e soltanto in via temporanea, poiché per costoro la morte era stata solo rimandata, ma non vinta, mentre la risurrezione di Gesù Cristo è speciale, perché è la prima ad essere per sempre, a vita eterna!

Quando Maria Maddalena e l’altra Maria si avvicinarono al sepolcro erano giustamente piene di stupore e timore. Timore perché si trovarono di fronte a qualcosa del tutto straordinario ed inaspettato; e lo stesso stupore che proveremmo noi oggi davanti a quella scena, che sconvolge per la sua straordinarietà.

Se però, da quando esiste l’uomo sulla terra, la morte lo ha sempre accompagnato e nessuno è scampato per sempre alla sua presa (salvo Enoch ed Elia portati in cielo da viventi), ed è quindi del tutto comprensibile anche lo stupore delle due donne, nondimeno il loro stupore nasconde anche un’istintiva incredulità, dovuta al fatto che fino a pochi giorni prima Gesù era con loro, condivideva con loro il cibo, le gioie e i dolori della quotidianità, e quindi era uno di loro in tutto e per tutto, salvo il vedere in lui un Maestro dalle grandi conoscenze e dal potere di Dio sopra di lui, ma pur sempre un uomo che era nato in mezzo a loro;

figlio di Davide, ma anche figlio del popolo, figlio di Dio, ma anche figlio dell’uomo!

La risurrezione di Gesù Cristo invece spezza questo inesorabile destino dell’uomo, poiché per mezzo di lui: “Dio ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasportati nel regno del suo amato Figlio. In lui abbiamo la redenzione, il perdono dei peccati”, ci scrive ancora l’Apostolo Paolo, testimone non diretto della risurrezione di Gesù, ma testimone del risorto con il suo incontro sulla via di Damasco, così come molti altri suoi discepoli sono stati testimoni del Cristo risorto in diverse occasioni (Atti 1:3).

Basta questo per credere fino in fondo alla sua risurrezione però?

Bastano le testimonianze delle due donne che hanno visto gli angeli e la tomba vuota, e quella delle centinaia di discepoli che per 40 giorni hanno incontrato Gesù ancora sulla terra dopo la sua risurrezione e prima della sua ascesa al cielo?

Purtroppo no, cari fratelli in Cristo!

La risurrezione di Cristo ha fatto discutere e lo fa tuttora. Molti scrittori e teologi, scrivendo o discutendo, hanno formulato ipotesi e teorie per cercare di spiegare un fenomeno che non è razionalmente spiegabile, ma se andiamo a fondo alla cosa, scopriamo che il vero scopo di tali discussioni è quello di mettere in dubbio queste testimonianze, fino a dubitare della risurrezione di Cristo!

Con la loro pretesa “conoscenza storico-scientifica” hanno finito per creare un “ragionevole dubbio” nella mente di molti uomini e donne, per la cui salvezza invece Cristo è morto, fino a insinuare nel loro cuore il timore che la risurrezione di Cristo non sia mai avvenuta, che fosse tutta una mistificazione, che la Pasqua di Risurrezione fosse in realtà una truffa orchestrata ad arte dagli Apostoli del Maestro per trarre in inganno gli uomini che poi si sarebbero avvicinati alla Parola.

In fondo la Scrittura ci dice che gli stessi Scribi e Farisei pagarono le guardie “rimaste come morte” per fargli dire che nella notte erano venuti i discepoli del Maestro a rubare il suo corpo, per poi affermare falsamente che fosse risorto….

Tutte queste teorie ed ipotesi dubitative hanno finito per precipitare nel caos le future generazioni di uomini d'ogni età e ceto sociale, costringendoli a porsi la domanda: “Ma Gesù Cristo sarà veramente risorto?”.

Il motivo di questo terribile agire, purtroppo, è allo stesso tempo chiaro, almeno per chi lo vuole scorgere: al diavolo, detto anche “padre della menzogna”, posto di fronte alla risurrezione di Cristo che lo condanna alla sconfitta eterna, non rimane che negare, insinuando il dubbio in quante più menti e cuori può!

Noi però sappiamo, per fede, che le Sacre Scritture sono veritiere e che, per metterci in guardia, affermano senza esitazione: "Se Cristo non è risuscitato, vana è la nostra fede!" (1° Corinzi 15:14).

Sempre per fede (e non per ragione o evidenza scientifica) noi sappiamo e accettiamo che Gesù Cristo è il primogenito dai morti, e che la sua risurrezione implica la risurrezione di tutti quelli per i quali Egli morì.

Così com’è scritto che: “il salario del peccato è la morte”, è anche scritto: “ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore” (Romani 6:23).

Questo significa che Gesù Cristo, senza peccato, con il suo sacrificio e la sua risurrezione, ha vinto per sempre il potere che la morte ha sugli uomini che ripongono la loro fede e speranza in lui, il quale ci ha aperto la via al più prezioso dono di Dio: la vita eterna.

Oggi noi, nel giorno della Pasqua del Signore, possiamo gioire per questo e affermare a gran voce: “Noi non siamo come quelli che non hanno speranza!” AMEN