Il santo di Dio

Testo: Luca 4:31-34 “Poi discese a Cafarnao, una città della Galilea, e al sabato ammaestrava la gente. Rimanevano colpiti dal suo insegnamento, perché parlava con autorità. Nella sinagoga c'era un uomo con un demonio immondo e cominciò a gridare forte: «Basta! Che abbiamo a che fare con te, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? So bene chi sei: il Santo di Dio!»”

 

I cd demoni, ossia gli avversari di Dio, coloro che nell’universo si oppongono alla sovranità di Dio, riconoscono in Gesù il “Santo di Dio”; ma perché chiamarlo in tal modo e non con il titolo che oggi noi lo veneriamo, ossia “figlio di Dio”?

A questa domanda ne potremmo affiancare un’altra, ossia perché Gesù stesso si definisce “il figlio dell’uomo”, piuttosto che non figlio di Dio?

E perché i suoi Apostoli lo chiamano semplicemente Maestro?

Queste definizioni, se prese singolarmente, potrebbero non rappresentare nulla di particolare, ma se, come nella ricerca di un colpevole, mettiamo insieme tre indizi, ecco che esce una prova!

Gesù era tutte e tre queste figure: santo di Dio, figlio dell’uomo e maestro, ossia un essere dalle doti e caratteristiche decisamente molto elevate, che lo ponevano al di sopra di ogni altro uomo o donna del suo tempo, poiché nessuno oltre a lui poteva, con diritto, fregiarsi di tutti e tre questi titoli.

Per i demoni lui era il santo di Dio perché la sua natura non era quella di un semplice uomo, ma aveva una natura “celeste” che lo poneva tra gli esseri “scesi dal cielo”.

Per Gesù però, lui, che era venuto nel mondo come vengono al mondo tutti gli esseri umani, nati da donna, era importante essere considerato come “uomo autentico” tra gli umani perché la sua missione era terrena, di portare la conoscenza che libera a tutta l’umanità.

Per i suoi discepoli lui era un autentico maestro, poiché stava insegnando loro un sapere che nessun altro conosceva, ma che lui aveva destinato ad una cerchia ristretta di fedeli, almeno all’inizio, affinché loro diventassero a loro volta diffusori di questo “sapere celeste”.

Di quest’ultima caratteristiche ne abbiamo prova e conferma dalla stessa Scrittura di oggi, laddove si dice: “Rimanevano colpiti dal suo insegnamento, perché parlava con autorità”.

Ma ritorniamo ad osservare insieme i tre indizi per capire chi fosse veramente Gesù e quale fosse la sua missione terrena; che fosse il santo di Dio era chiaro alla luce della testimonianza dei demoni avversari di Dio, che, come sappiamo dipendono dal Principe di questo mondo, noto come il diavolo, che governa il mondo perché è in suo potere, e quindi la comparsa di Gesù viene vista da loro come una sorta di “violazione o sfida” al suo potere, quindi i demoni si lamentano dicendo: “Basta! Che abbiamo a che fare con te, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci?” in pratica contestano il suo diritto di interferire, prima del tempo, con il loro dominio sulla terra.

Gesù però è il figlio dell’uomo e quindi non accetta questo dominio dei demoni sugli uomini, in quanto lui stesso uomo, venuto a liberare tutti gli uomini suoi fratelli, figli del Padre comune, rivendica il suo diritto di annunciare l’evangelo di liberazione: “conoscete la verità, e la verità vi farà liberi!”

Gesù è anche maestro d’Israele, perché conosce la legge del suo popolo e quindi parla con autorità anche da questa sua posizione, e non come un noioso rabbino che ripete e disquisisce la legge in tutte le sue sfumature senza però scendere mai nel cuore della stessa.

Allora cari fratelli in Cristo, alla luce di questo, è veramente così importante il ruolo di figlio di Dio che la chiesa si è sforzata di attribuirgli nel corso dei secoli al fine principalmente di basare su quella figura il suo potere terreno?

Se Gesù era tutto quello sopra, il suo ruolo, la sua missione sulla terra, non era quella di essere venerato come Dio, bensì ascoltato, non era quella di creare una chiesa istituzione che governa gli uomini, bensì di liberare gli uomini dal giogo dei nemici di Dio, i demoni in primis, e quindi dal giogo dei presunti rappresentanti di Dio sulla terra, ossia dai sacerdoti e dai cd “religiosi” di ogni tempo e forma, perché ogni uomo che acquisisce la consapevolezza dell’insegnamento cristico non ha più bisogno di nessun sacerdote che gli dica cosa fare, ma è un uomo o una donna libera che parla con Dio e condivide con il suo Spirito ogni momento della sua vita terrena, in attesa del ricongiungimento della sua anima con l’anima di Dio quando lascerà questo corpo per ricevere una nuova vita. AMEN