Il tocco che guarisce
Marco 6:56 “Dovunque egli giungeva, nei villaggi, nelle città e nelle campagne, portavano gli infermi nelle piazze e lo pregavano che li lasciasse toccare almeno il lembo della sua veste. E tutti quelli che lo toccavano erano guariti.”
La fisica quantistica ha provato che la natura in cui viviamo è composta da materia ed energia, o meglio che materia ed energia sono le due facce della stessa medaglia, poiché, come già affermava il primo principio della termodinamica, in natura nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma!
Cosa centra tutto questo con le guarigioni che compiva Gesù?
Centra molto, perché Gesù conosceva molto bene la natura dell’universo e nell’infinita sapienza di Dio aveva accesso ad ogni conoscenza (o potere) di trasformazione di materia ed energia!
“Tutti quelli che lo toccavano erano guariti” ci dice la Scrittura, e solitamente la spiegazione che da la chiesa e i teologi in generale a questo atto è definito come “miracolo”, ossia come qualcosa che va oltre la natura, che la supera, che la stravolge per opera di un “potere superiore” esterno ad essa che viene identificato con il potere di Dio.
Esiste però una diversa spiegazione alle guarigioni che faceva Gesù?
Non c’è dubbio che quando Gesù guariva una qualunque malattia “trasformava” la malattia in salute, o meglio modificava la materia corrotta in materia risanata, e questo lo faceva attraverso la sua energia trasformatrice.
Quando Gesù operava le guarigioni, o qualsiasi altro intervento apparentemente inspiegabile sulla materia, il cd miracolo, lui agiva sulla natura materia/energia; Gesù non trasformava il piombo in oro ma la carne malata in carne sana, per dimostrare che Dio ha donato a tutti i suoi figli tale conoscenza se solo gli uomini sono disposti ad accettare i suoi insegnamenti ed entrare in sintonia con lui.
Tutti gli insegnamenti di Cristo sono volti proprio a fare sì che gli uomini acquisiscono tali conoscenze e le mettano in pratica; il suo agire di fronte agli uomini serviva a provare la veridicità dei suoi insegnamenti affinché chi lo ascoltava credessero in lui e agiscano secondo i suoi insegnamenti.
Allora cari fratelli in Cristo, non ci dobbiamo fermare alla superficie, al presunto miracolo che Gesù compiva perché era il figlio di Dio, ma dobbiamo scendere nella profondità dei suoi insegnamenti, quelli che lui dava ai suoi discepoli più intimi, dove spiegava i cd “misteri del regno dei cieli”. Se noi apprendiamo la conoscenza che Gesù rivelava ai suoi Apostoli anche noi potremo operare quello che operava Gesù, senza compiere miracoli ma semplicemente usando il sapere che Dio ha immesso nel creato ossia nella natura (Gv 14:12). AMEN
