La condizione per la benedizione
Testo: Salmo 91:1-7
È sempre più difficile per l’uomo del nostro tempo affidarsi al Signore, credere in Lui, riporre in Lui non solo la propria sicurezza e salvezza, ma altresì la direzione della propria vita.
Se fino ad un recente passato la vita umana era sottoposta ad una serie di “minacce e attacchi” che andavano dalle guerre e le pestilenze che periodicamente falcidiavano larghe fette di popolazione, fino alla costante delle carestie dovute all’imprevedibilità della natura, o ai tanti mali che affliggevano l’uomo di cui non se ne conosceva una cura efficace, e che per questo finivano per ridurre la durata della via, nonché per inficiarne grandemente la qualità, dobbiamo osservare che negli ultimi 50 anni la cd “conoscenza scientifica” ha fatto davvero passi enormi, riuscendo a migliorare sensibilmente anche la qualità della vita umana, almeno in linea teorica, giacché in partica questo nuovo benessere non è per tutti, perché troppo spesso è appannaggio soltanto dei pochi che se lo possono davvero permettere.
Questa nuova prospettiva che sembra essersi aperta per l’umanità, se da un lato ha alleviato le molte sofferenze dell’uomo, dall’altro però ha anche contribuito ad allontanare maggiormente il cuore dell’uomo dal suo Creatore, illudendolo ancor di più di non aver più bisogno di Dio e della sua benedizione per metterlo al riparo dai mali che ancora incombono sulla vita dell’uomo, che per quanto migliorata, rimane ancora soggetto alla morte come inevitabile traguardo finale.
L’antico salmista, che non era ancora ingannato dall’apparente capacità umana di fare a meno di Dio, era invece ben consapevole che la vita umana, originata dalla mano di Dio, non poteva davvero prosperare lontano da Lui, dal suo indispensabile aiuto e senza la sua saggia guida.
Per quanto potente, ricco, sapiente e in salute, un uomo non potrà mai dire a sé stesso “non ho più bisogno di Dio”; anche il Signore Gesù Cristo ce lo ricorda quando ci presenta la condizione del ricco stolto che pensa di poter godere dei suoi beni senza bisogno dell’aiuto di Dio (Luca 12:16-21)
Allora cari fratelli in Cristo, la Scrittura ci indica l’unica soluzione al problema della miseria umana: “Chi abita al riparo dell'Altissimo riposa all'ombra dell'Onnipotente. Io dico al Signore: «Tu sei il mio rifugio e la mia fortezza, il mio Dio, in cui confido!”
Abitare all’ombra dell’Altissimo, equivale a mettere la propria vita nelle mani dell’Onnipotente, affinché Egli la possa proteggere e dirigere secondo il suo volere e sapere.
Tutte le benedizioni che discendono da tale scelta sono elargite all’uomo proprio in virtù della sua scelta di “mettersi nelle mani di Dio, di affidarsi totalmente a Lui”; questa condizione è fondamentale, senza la quale, nessuna delle sue benedizioni possono avere effetto sugli uomini.
Questa condizione non è cosa da poco o secondaria, come si può ben capire, perché se Dio Padre è il Creatore di tutto, nondimeno, il Signore Gesù Cristo è Colui attraverso il quale noi possiamo accedere al privilegio di diventare anche “figli di Dio”, e quindi ricevere le sue benedizioni.
Come avviene questo? La Scrittura ce lo insegna: per godere della comunione con Dio e di conseguenza della Sua protezione e benedizione, è necessario conoscerlo personalmente e affidarsi totalmente a Lui. Dio si rivela in maniera chiara, inconfondibile e completa attraverso la Bibbia, vivificata dall’azione dello Spirito Santo che ce la rende comprensibile.
Per mezzo della Scrittura, che raccoglie le testimonianze dei Profeti di Dio, che hanno parlato e scritto ispirati dallo Spirito Santo, l'uomo ha il privilegio di conoscere l’Altissimo e di ricevere le indicazioni complete perché possa arrendersi a Lui.
A noi credenti è stato concesso il grande privilegio di rivolgerci a Dio attraverso l’unico Mediatore, Gesù, che ci ha fatto conoscere il Suo amore di Padre.
Avendo conosciuto personalmente il Signore, abbiamo altresì riposto in Lui la nostra fiducia, e questo ci incoraggia a sperare sempre in Lui avendo calma e serenità nel cuore.
Il Salmista ci istruisce come questa calma e serenità si manifestino nei credenti che affidano a Dio la loro vita e ce ne dà veritiera testimonianza quando ci dice che nulla di male può più colpire chi confida nel Signore; allora cari fratelli in Cristo, non aspettate oltre a mettere la vostra vita nelle mani forti e sapienti di Dio e scoprirete come nulla di male potrà più colpirvi. AMEN
