La forza del Signore

Testo: 2 Cronache 15:1-7

 

Ma voi, siate forti, non vi lasciate indebolire le braccia, perché la vostra opera avrà la sua ricompensa”; con queste parole il Signore incoraggiava il suo popolo in un momento di debolezza, di smarrimento, di paura che portava alla disperazione.

Il testo biblico, infatti, ci spiega anche che: “In quel tempo, non c'era pace né per chi andava né per chi veniva; perché fra tutti gli abitanti dei vari paesi c'erano grandi agitazioni, ed essi erano schiacciati, nazione da nazione, e città da città…”.

Noi sappiamo che momenti come questi si sono sempre ripetuti durante la storia umana; magari una generazione ha vissuto un periodo di pace e prosperità, tanto da fargli dimenticare i problemi vissuti dalla generazione precedente, ma poi quella successiva è ritornata a confrontarsi con essi, in un ciclo storico quasi infinito.

Ed è proprio in questi momenti di agitazione, di grandi problemi che solitamente l’uomo si ricorda di Dio e lo invoca disperato, come ci descrive ancora l’autore di Cronache: “Per lungo tempo Israele è stato senza vero Dio…ma nella sua angoscia egli si è convertito al Signore, Dio d'Israele, l'ha cercato, ed egli si è lasciato trovare da lui…”.

Quello che era vero e valido per l’antico Popolo Santo, non è meno vero o meno valido per ciascuno di noi, attuali credenti in Gesù Cristo e quindi figli di Dio.

Così com’è vero che il nostro Padre Creatore ci ha donato forza, capacità e determinazione, qualità che ci consentono di fare tante cose e di raggiungere traguardi importanti nel corso della nostra vita, nondimeno ci sono momenti nei quali sul nostro cammino si presentano delle difficoltà, delle situazioni critiche, degli accadimenti imprevisti, che invece ci fermano, ci sbarrano il passo fino ad atterrarci, lasciandoci nel disorientamento, quando non anche nella disperazione più totale.

La nostra sicurezza riposta in noi stessi e nei beni che ci siamo costruiti attorno a noi spesso ci fanno sopravvalutare le nostre capacità nel saper affrontare i momenti difficili; se quando tutto va vene, tutto fila per il verso giusto, ci sentiamo forti come dei leoni che non hanno bisogno di nessuno, e men che meno di Dio, ecco che quando sopraggiungono le difficoltà vere, tutta la nostra sicurezza e la nostra baldanza vengono meno e in quel momento ci rendiamo conto, così come se ne resero conto gli antichi israeliti del tempo di re Asa, che nel vivere la nostra vita, nell’affrontare le difficoltà che immancabilmente prima o poi arrivano, necessitiamo dell’aiuto, della guida e della forza del Signore, così come ci incoraggia a ricercare anche l’Apostolo Paolo nella sua lettera agli Efesini “Fortificatevi nel Signore e nella forza della Sua potenza” (Ef 6:10).

Nella difficoltà la forza dell’uomo viene meno; quando sopraggiunge la paura per qualcosa che ci sta minacciando poi, la nostra forza quasi scompare e noi rimaniamo come nudi, disarmati, di fronte all’attacco del nemico; è in questa situazione che il Signore ci esorta a “non lasciarci indebolire le nostre braccia”, a non cedere alla paura, a non arrenderci alle difficoltà, e cosa più importante, insieme a questa esortazione il Signore ci suggerisce anche la soluzione ai nostri problemi, che non sta in noi, nel nostro agire di uomini e donne che possono da soli contrastare il male, ma sempre e soltanto nell’affidare la nostra vita a Dio.

Questo ovviamente vale in ogni circostanza, ma sicuramente è tanto più vero e necessario nelle situazioni avverse.

Perché avviene tutto questo? Ancora una volta ce lo spiega il Signore, questa volta con le parole dell’Apostolo Giovanni: “Io sono la vite, voi siete i tralci. Colui che dimora in me e nel quale io dimoro, porta molto frutto; perché senza di me non potete fare nulla” (Gv 15:5).

Ora cari fratelli in Cristo, soltanto coloro che comprendono che hanno bisogno del Signore per ogni cosa e si affidano a Lui per ricevere la Sua forza, riusciranno in quello che fanno e supereranno anche tutte le difficoltà che il mondo presenta di volta in volta.

Ai nostri giorni, come e più di ieri, l’uomo, fidando sui successi raggiunti in ogni campo del sapere, ha sviluppato un falso senso di sicurezza, tanto d’aver rafforzato oltremodo il suo orgoglio e la sensazione di superiorità rispetto alle generazioni passate, al punto da ritenersi sempre più “il dio di sé stesso”, ossia aver messo in dubbio la necessità di credere in Dio e quindi della sua stessa esistenza;

oggi, la nostra generazione, sta ancora vivendo nel ricordo della prosperità e dei successi fin qui raggiunti e quindi ha messo da parte Dio, relegandolo sul piano delle curiosità o della superstizione, ma proprio perché questo periodo di pace e prosperità si sta avvicinando alla fine, giacché i primi segnali già si scorgono all’orizzonte, molto presto l’uomo si renderà conto che soltanto nella conversione al Signore potrà ritrovare la forza per superare anche le difficoltà che già si prospettano all’orizzonte, siano esse generali o individuali.

 

Allora cari fratelli in Cristo, non ci spaventino le difficoltà che ci attendono davanti a noi poiché sappiamo che non saremo soli ad affrontarle, ma avremo dalla nostra parte la potenza di Dio che ci verrà rovesciata sulle nostre braccia e nella nostra mente, se noi continueremo a mettere la nostra vita nelle sue mani e chiederemo al Signore di guidarci ogni giorno nelle nostre scelte, rinunciando all’orgoglio che spesse volte ci allontana da Lui nella convinzione di potere fare e meglio da soli, che non affidandoci al Signore.

Se è umano chiedere di essere liberati dalle difficoltà che ci fiaccano o chiedere al Signore di sgravare il nostro cuore dal peso che lo opprime nei momenti più difficili della nostra vita, quando ci sentiamo stanchi e scoraggiati, e per questo gli chiediamo di rinnovare le nostre forze, non meno importante è mantenere la comunione con il Signore anche nei momenti nei quali la sua benedizione su di noi ci mostra un futuro di pace e serenità.

Il Signore veglia su di noi sempre, come un genitore amorevole che con lo sguardo non abbandona mai i suoi figli, pronto ad intervenire alla prima invocazione d’aiuto e a donarci tutto il sostegno necessario affinché il nostro cuore sia sempre pieno della forza che la fede in Lui ci dona.

Quindi “non lasciamo indebolirci le braccia” ossia non lasciamoci mai scoraggiare dalle difficoltà, ma rivolgiamoci con fiducia al Signore e Lui spargerà su di noi la sua potenza dall’alto e ci donerà nuovo vigore spirituale necessario per affrontare le sfide che ci attendono giorno dopo giorno per tutta la nostra vita poiché, come ci è promesso: “la vostra opera avrà la sua ricompensa”. AMEN