La grazia di Dio
Testi: Romani 8:28-39
Paolo è l’Apostolo della grazia e dell’amore di Dio! Ma non è paradossale che il Signore abbia scelto proprio Paolo, ebreo e fariseo, dottore della Legge di Mosè per proclamare l’annuncio della grazia di Dio agli uomini?
No, in verità il Signore stesso è paradosso per l’umanità ribelle e peccatrice: “… noi predichiamo Cristo crocifisso, che per i Giudei è scandalo, e per gli stranieri pazzia” (1 Co 1:23), e questo perché la potenza di Cristo, del suo sacrificio, rompe tutti gli schemi, legali e razionali, dell’uomo.
Se il Signore avesse affidato a qualcun altro la missione di annuncio della grazia di Dio, che non fosse stato Paolo, bensì un Apostolo scelto tra quelli del popolo, qualcuno avrebbe potuto dubitare che fosse la sua ignoranza (scarsa conoscenza della Legge di Mosè) a spingerlo a predicare la grazia che sorpassa la Legge, ma Paolo conosceva fin troppo bene la Legge: “io, circonciso l'ottavo giorno, della razza d'Israele, della tribù di Beniamino, ebreo figlio d'Ebrei; quanto alla legge, fariseo” (Filippesi 3:5), quindi la sua conversione non poteva che essere opera di Dio!
Il sacrifico di Gesù Cristo adempie la Legge di Mosè: “Non pensate che io sia venuto per abolire la legge o i profeti; io sono venuto non per abolire ma per portare a compimento” (Mt 5.17), e Paolo lo annuncia: ciò che era impossibile per la Legge, ossia giustificare (rendere giusti) gli uomini, lo poteva fare soltanto la grazia di Dio.
Graziare, significa appunto perdonare un peccato, condonare un debito, dimenticarsi di un’offesa ricevuta e quant’altro abbiamo fatto di male, ad opera di colui verso il quale eravamo mancanti.
Secondo il raziocinio umano, da chi ha un debito ci si aspetta che lo ripaghi, da chi ha commesso un errore ci si aspetta che lo corregga e così via; ora noi, di fronte a Dio, siamo eterni debitori, in quanto fin da Adamo siamo stati ribelli al suo volere. Abbiamo peccato e il nostro peccato non poteva essere riparato con nessuna delle nostre opere perché, per quanto potessimo fare bene, avremo fatto soltanto ciò che eravamo tenuti a fare in quanto servi di Dio, e nei suoi confronti non vantavamo alcun credito.
Dio però, oltre ad essere il nostro Dio Creatore, è anche il nostro Padre amorevole, e se in quanto a Dio aveva tutto il diritto di pretendere da noi ubbidienza e fedeltà, in quanto a Padre Egli ci ha altresì mostrato il suo amore infinito, ed è proprio come Padre amorevole che si è volto a noi pietoso, inviando il suo figliolo Gesù Cristo affinché in Lui potessimo avere il suo perdono, accogliendo la grazia che ci veniva offerta.
Per mezzo del sacrificio di Cristo noi abbiamo avuto il perdono celeste da Dio Padre e siamo stati riconciliati con Lui; il gesto d’amore di Dio ci ha fatti ritrovare la via della salvezza eterna, senza che noi avessimo alcun merito in questo, e senza che noi potessimo ripagarlo in nessun modo. La grazia infatti è ciò che non ci è dovuto. Se fossimo accolti da Dio in virtù delle nostre opere, la grazia non potrebbe operare: “Ma se è per grazia, non è più per opere; altrimenti, la grazia non è più grazia” (Romani 11:6). La grazia è l'amore di Dio applicato alla nostra miseria morale che è assoluta.
Ecco che allora la grazia di Dio è diventata la base delle relazioni dell'uomo peccatore con l'Iddio Santo, è anche la sorgente di tutte le benedizioni del credente durante la sua vita, che può sempre dire, mentre si rivolge al Signore: “Non merito il Tuo favore, nulla ho che può piacerti ma so che posso venire a Te per i meriti del mio Signore Gesù Cristo e sulle perfezioni della sua opera”.
È quindi in virtù della grazia di Dio che noi possiamo guardare a Lui con fiducia di poter ottenere la sua benedizione, così come ci rassicura Paolo: “Colui che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per noi tutti, non ci donerà forse anche tutte le cose con lui?”
Consapevoli di questo, volgiamo a Lui lo sguardo, mettendo l’intera nostra vita nelle sue amorevoli mani, lasciandoci guidare dal suo volere (mediane lo Spirito Santo che vivifica la Parola) in ogni azione e decisione della nostra vita, affinché possiamo approfittare pienamente della sua grazia, già qui ed ora, così come sarà nel Giorno in cui ritorneremo a Lui per entrare nel suo regno celeste. AMEN
