La legge delle conseguenze

E' possibile ascoltare la meditazione direttamente da questo link:

https://rumble.com/vjkutt-la-legge-delle-conseguenze.html

 

Testo: Galati 6:7-10

 

Mietere ciò che si è seminato è una logica conseguenza; non ci sarebbe bisogno di dirlo, infatti questa legge fisica è valida per tutti, e non solo per i credenti.

L’Apostolo Paolo però lo sottolinea nella sua lettera ai Galati, e quindi a tutti noi, poiché, mentre per le cose “terrene”, questa legge di natura trova molto spesso un riscontro se non immediato, almeno in tempi ragionevoli, per quanto attiene alle cose “spirituali o celesti” il tempo del raccolto a volte è molto lontano rispetto a quello della semina.

Ciò che noi seminiamo qui ed ora, sarà valutato dal Signore nel momento del suo Giudizio, ovvero in un tempo lontano, almeno secondo le nostre concezioni, e comunque in un tempo quando non ci sarà più modo di tornare indietro, di cambiare le cose.

Questa prospettiva ha da sempre terrorizzato gli uomini, al punto che alcune Chiese si sono persino inventate un luogo di “pena temporanea” che hanno chiamato “purgatorio” e la possibilità di “acquistare” dei meriti post morte, “indulgenze”, nel dubbio che la semina in questa vita non sia stata sufficiente per avere un buon raccolto nell’altra vita.

Ovviamente tutto questo è inutile, nonché controproducente, perché può far sorgere false speranze (illusioni) che non avendo seminato abbastanza bene in questa vita, sia ancora possibile raccogliere a sufficienza nell’altra grazie alla semina successiva o a quella di qualcun altro;

affermazioni queste che non trovano riscontro nella Scrittura, smentite proprio da frasi come quella riportata oggi per bocca di Paolo.

Seminare bene, qui ed ora, è dunque fondamentale per poter poi raccogliere il nostro premio quando ci presenteremo davanti al Signore, come ci è ben spiegato nel passo di oggi: “Perché chi semina per la sua carne, mieterà corruzione dalla carne; ma chi semina per lo Spirito mieterà dallo Spirito vita eterna”.

Troppo spesso purtroppo anche molti che si definiscono credenti ritengono che “ci sia sempre tempo per seminare”, proprio perché il Signore ci lascia tempo per andare a lui ed ottenere la salvezza.

Ma anche quando abbiamo accettato il Signore con tutto il nostro cuore, questo non è che il primo passo, ossia la preparazione del terreno di semina, ma poi dobbiamo fare in modo che da quel momento noi cominciamo a seminare secondo la volontà di Dio, come ci è altresì spiegato: “Non ci scoraggiamo di fare il bene; perché, se non ci stanchiamo, mieteremo a suo tempo”.

Il Signore non costringe nessuno, non obbliga mai, ma invita solamente, questo lo sappiamo molto bene, poiché lascia a ciascuno di noi la decisione di coltivare il nostro campo secondo le nostre inclinazioni, ossia di gestire la nostra vita, secondo il concetto del “libero arbitrio o autodeterminazione”, questo significa che sono sempre le nostre decisioni che determinano il raccolto che avremo.

Dalle nostre scelte deriveranno sempre delle conseguenze, positive o negative, presenti e future;

così come a Adamo ed Eva fu data la possibilità di scegliere se obbedire o no, e avendo scelto di non ubbidire a Dio, non sfuggirono alle conseguenze della loro scelta. Conseguenze presenti perché furono subito dopo scacciati dal Paradiso terrestre, ma anche e soprattutto future perché su di loro e sulle generazioni future cadde la mannaia della morte.

Le nostre decisioni, infatti, molto spesso hanno un impatto anche sulla vita altrui.

Certamente quando agiamo non intendiamo fare del male, né a noi stessi, né ad altri, ma spesso, sussiste un danno collaterale che non possiamo evitare a motivo di determinate azioni che abbiamo compiuto.

Per esempio dopo la conquista di Gerico Acan rubò parte delle spoglie causando la sconfitta d'Israele ad Ai. Più tardi, Giosuè disse: "Ci hai causato una sventura" (Giosuè 7:25).

Il Signore infatti perdona sempre al peccatore pentito, ma il suo perdono potrebbe non cancellare le conseguenze delle azioni commesse.

Dio ascolta la confessione, perdona gratuitamente e cancella completamente il peccato, ma la "legge del raccolto" rimane e a volte le conseguenze dei propri errori sono inevitabili, come accadde a Davide, che confessò sì il suo peccato a Natan: "Ho peccato contro il Signore". Natan rispose a Davide: "Il Signore ha perdonato il tuo peccato ... Tuttavia il figlio che ti è nato dovrà morire" (2° Samuele 12:13, 14).

Ora cari fratelli in Cristo, consapevoli che “la legge delle conseguenze” non ci mette in salvo comunque, guardiamo di seminare bene comunque e sempre, poiché davvero il nostro raccolto dipenderà sempre, ora e dopo, da come avremo agito. AMEN