La mente aperta
Testo: Luca 24:44-53
Cari fratelli in Cristo, potrebbe sembrare strano che Gesù, che ha vissuto insieme ai suoi Apostoli almeno tre anni della sua esistenza terrena, condividendo con loro tutta la serie di eventi e insegnamenti compiuti davanti ai loro occhi in questo periodo, aspetti proprio alla fine della sua “missione terrena” ad “aprire la loro mente per intendere le Scritture”!
Perché attendere tanto? Perché non l’ha fatto prima, ma ha atteso non solo la sua risurrezione ma anche il momento della sua ascensione al cielo per rivelare questi fatti?
Possiamo anche chiederci cosa abbia rivelato agli Apostoli affinché essi intendessero il vero significato delle Scritture (Vecchio Testamento) e tuttavia quello che sappiamo è ciò che lui stesso ha annunciato e che poi è accaduto: “Ed ecco io mando su di voi quello che il Padre mio ha promesso”, ossia lo Spirito Santo. È lo Spirito Santo, infatti, che permette agli uomini di comprendere la Parola di Dio, di renderle la potenza che è insita nel legame che si crea tra lo Spirito di Dio e il nostro spirito.
Le scrittura lette da chiunque sono solo parole, forse belle ed edificanti, ma se non sono vitalizzate dallo Spirito rimangono solo belle parole.
Lo Spirito di Dio invece “apre la mente”; si fratelli, la nostra mente è chiusa da una sorta di barriera che è la condizione umana e carnale, che deve essere superata, anzi squarciata dallo Spirito affinché noi comprendiamo il messaggio cristico, ossia ci mettiamo in comunicazione con Dio.
Allora comprendiamo perché Gesù, che ha predicato per tutto il tempo agli Apostoli, ai seguaci e al popolo in generale, abbia deciso soltanto all’ultimo di aprire le menti agli stessi, perché, prima dovevano ricevere il materiale sapienziale necessario, e solo dopo potevano davvero usarlo. È un po' come un cuoco che insegna ai suoi allievi a preparare un piatto: prima dice loro quali ingredienti sono necessari, poi spiega loro come procedere nella preparazione, ma solo quando questo è tutto chiaro, allora loro possono cominciare a preparare concretamente il piatto!
Aprire le menti, quindi, significa in buona sostanza entrare in comunicazione diretta con Dio mediante il suo Spirito!
Oggi pensiamo che solo i mistici possano raggiungere una tale comprensione, ma non è così: tutti i discepoli, ossia i credenti, possono e devono raggiungere questa “apertura mentale”, che solo la connessione con lo Spirito può dare!
I pastori e gli anziani in tutte le chiese possono e devono dare gli insegnamenti basilari della Scrittura, ma poi viene il momento in cui ogni singolo credente deve connettersi personalmente con lo Spirito Santo e ricevere direttamente da Dio la comprensione delle Scritture, ossia della Parola di Dio, e questo non può essere fatto da un pastore o da chiunque per quanto sia una guida anziana nella Chiesa!
Per fare un parallelo, i pastori e gli anziani delle chiese sono come gli antichi Scribi e Farisei che conoscevano a memoria tutta la Scrittura, ma avevano perso la connessione con Dio, e Gesù è venuto appunto, non per abolire la legge, ossia la Parola di Dio, ma per completarla, ossia renderla effettiva nel cuore di ogni credente.
Pastori e Anziani hanno adempiuto il loro compito quando hanno insegnato la Parola materialmente ad ogni fedele, ma il compito di ogni fedele inizia veramente solo da quel momento, ossia quando apre il suo cuore e la sua mente allo Spirito di Dio che gli rende comprensibile la Scrittura stessa, poiché la vivifica!
Fino a quando la nostra mente rimane chiusa, le Scritture saranno sigillate parimenti; leggiamo ma non ne comprendiamo il vero significato, rimangono un bel racconto o una serie di precetti morali, sicuramente utili per questo mondo ma che non servono veramente a condividere la nostra vita con Dio e a lasciarci guidare dal suo Spirito nella missione che lui ci ha singolarmente assegnato. AMEN
