La perfezione di Dio
Testo: Mattero 5:48 Voi dunque siate perfetti, come è perfetto il Padre vostro celeste.
Cari fratelli in Cristo, il versetto della Scrittura proposto oggi è inserito nell’invito rivoltoci da Gesù verso il nostro impegno ad amarci come anche Dio ci ama, e tuttavia questo versetto, conclusivo della sua esortazione, è degno di particolare attenzione perché non ci dice “siate perfetti nell’amore come me”, ma ci esorta ad essere perfetti com’è perfetto Dio padre!
Allora viene spontaneo chiederci se sia mai possibile per un credente, ossia un uomo, raggiungere la stessa perfezione che ha Dio?
Da come ci è sempre stato presentato dalla Chiesa, Dio, ossia: “l’essere supremo creatore di ogni cosa, dotato di ogni potere e sapere, eterno per definizione e avulso di ogni possibilità di errore”, sembrerebbe difficilissimo, se non proprio impossibile, per un credente, per quanto osservante degli insegnamenti dello stesso, raggiungere la perfezione di Dio, non fosse altro perché tutto l’insegnamento della Chiesa parte dal presupposto che l’uomo è per sua natura nato con la macchia del peccato, che solo Cristo ha lavato per grazia con il suo sacrificio.
Alla luce di questo, com’è possibile per un uomo raggiungere la stessa perfezione di Dio che, per definizione non ha mai avuto nella sua natura alcuna sorta di peccato?
A questa domanda vi sentirete rispondere che la frase non va intesa in questo senso, che l’invito di Gesù è in realtà una semplice esortazione ad amare il nostro prossimo come anche Dio ci ama, e così di seguito…
Ora le parole hanno un senso, e se hanno un senso, non vogliono dire qualcos’altro rispetto a quello che dicono, ma dobbiamo prenderle letteralmente, ossia esattamente quello che dicono; allora mettendo da parte le “interpretazioni teologiche” del testo ma prendendolo alla lettera, con questa frase Gesù Cristo ci dice che “l’uomo può essere perfetto così com’è perfetto Dio”, quando esso agisce non seguendo la sua natura carnale, ma mette la sua vita nelle mani di Dio, ossia permette allo Spirito Santo di guidare la sua vita e collabora con Lui nel compimento della missione che Dio ha assegnato a ciascuno di noi.
Così come l’allievo non è superiore al maestro, e la creatura non è superiore al creatore, allo stesso modo allievo e maestro, creatura e creatore possono davvero essere sullo stesso piano, e questo non certo per sminuire Dio, bensì per esaltarne la sua perfezione, poiché Dio non poteva creare nulla di meno perfetto della sua stessa natura.
Ma quando l’uomo si è allontanato da Dio, ha lasciato la sua perfezione per qualcosa avente meno valore, parimenti quando l’uomo ritorna in comunione con Dio, avviene che: “Lo Spirito stesso attesta insieme col nostro spirito, che siamo figli di Dio” (Rm 8:16) ed ecco che tutti noi possiamo essere perfetti com’è perfetto Dio padre!
Allora l’invito fattoci da Gesù Cristo va ben oltre a quanto le chiese si ostinano a sostenere, ossia attribuendo a questa esortazione una semplice valore etico/morale, ma ci apre le porte alla comprensione della nostra vera natura, ossia che noi siamo creature e parte di Dio, (la scintilla di Dio che è in noi) che possiamo essere perfetti com’è perfetto il nostro creatore quando noi agiamo in comunione con Lui e non seguendo schemi e percorsi che ci separano dalla sua natura.
Ricerchiamo dunque la perfezione di Dio unendo in spirito con Lui e lasciando che Lui guidi la nostra vita. AMEN
