La ricompensa

esti: Genesi 15:1-6

 

Abramo è una figura speciale nella Bibbia; speciale perché con lui Dio inizia un nuovo percorso per l’umanità, o se vogliamo, Dio concede all’umanità una “seconda opportunità”.

Dopo la creazione in Adamo, sostanzialmente “fallita”, poiché l’umanità si corrompe e si ribella al suo creatore, Dio vede in Abramo la possibilità di riprendere il discorso e intavolare con l’umanità una nuova alleanza. Certo siamo ancora agli albori della civiltà umana, lo capiamo dai racconti biblici che precedono la vicenda di Abramo, e tuttavia appare già chiara l’intenzione di Dio di non abbandonare l’uomo nella morsa del peccato e della morte. Da Adamo ad Abramo sembra quasi che Dio si sia preso una “pausa di riflessione” per vedere cosa avrebbero fatto le sue creature una volta scacciate da Eden, come avrebbe reagito i discendenti da Adamo, che il più delle volte hanno dato il peggio di se (Torre di Babele, Diluvio Universale etc), eppure, nonostante tutte queste ennesime delusioni umane, qualcosa di buono è rimasto nella stirpe dell’uomo, una famiglia umana si è mantenuta fedele a Dio suo creatore, nonostante i molti tradimenti perpetrati dal resto dell’umanità. Così dopo secoli di attesa, di studio, di osservazione discreta, Dio vede in Abramo la figura umana che gli permette di ricominciare a dialogare con la sua creatura, e quindi di portare avanti il suo piano di salvezza per l’umanità (che come sappiamo si realizzerà a pieno soltanto molti secoli dopo in Gesù Cristo).

Dio parla apertamente ad Abramo, a faccia a faccia, come usava fare nei primi giorni dell’uomo, e lo fa per rassicurarlo dicendo: «Non temere, Abramo, io sono il tuo scudo, e la tua ricompensa sarà grandissima».

Quando Dio rivolse queste parole ad Abramo, lui era già avanti negli anni, non aveva ancora figli e non aveva una stabile abitazione perché era stato chiamato da Dio stesso a lasciare il suo paese di origine per dirigersi in una terra straniera, dove Abramo non era mai stato e nella quale non aveva alcun legame. Questa decisione di Dio si spiega proprio col desiderio di recidere ogni legame col passato di Abramo, cioè con un mondo che agli occhi di Dio era corrotto e che quindi non andava bene per poter ricominciare su basi nuove.

Oggi sono molti quelli che, loro malgrado, a causa di guerre o carestie, sono costretti ad emigrare in terra per loro straniera ed estranea, quindi possiamo capire che Abramo non fosse troppo entusiasta all’idea di lasciare il suo mondo per andare altrove, in luoghi per lui sconosciuti; un ragionevole timore dell’ignoto lo doveva aver preso.

Dio, però, che vede al di là di quello che noi vediamo e i Suoi occhi guardano più lontano dei nostri, per prima cosa esorta Abramo a non temere, e lo rassicura dicendo che sarà il suo scudo in questa impresa, ossia la sua difesa. Ora una protezione migliore di questa, contro tutti e tutto, non si potrebbe immaginare, a patto che però Abramo abbia fede in Dio, e sicuramente Abramo aveva una grande fede nel Signore, e questo ci è testimoniato dove ci viene detto che: “Abramo credette al Signore, che gli contò questo come giustizia”.

La fede in Dio dunque, cioè il mettersi totalmente nelle sue mani, è la precondizione per poter piacere a Dio e godere quindi della sua protezione, e questo valeva per Abramo allora, ma vale altrettanto per noi credenti di oggi, perché le promesse di Dio sono eterne, così com’è Eterno il Signore degli Eserciti!

La seconda promessa di Dio ad Abramo però non è meno importante, né meno attraente; per lui che aveva lasciato tutto per eseguire gli ordini del Signore, ma anche per ciascuno di noi che abbiamo “lasciato la nostra vecchia umanità” nel battesimo per rinascere a nuova vita in Gesù Cristo: “la tua ricompensa sarà grandissima”.

La promessa di una “grandissima ricompensa” che Dio fa ad Abramo è chiaramente un’anticipazione della promessa di vita eterna che poi Cristo farà a tutti i suoi discepoli!

Dio quindi non lesina mai benedizioni a tutti coloro che gli sono fedeli, sia in questa vita, sia e soprattutto in quella futura.

Le benedizioni di questa vita, come quelle ricevute da Abramo, o da Salomone (per fare un altro esempio) sono spesso “strumentali” e servono a Dio per provare la veridicità delle sue promesse, anche se la vera ricompensa per i credenti sarà nella gloria celeste col Signore; nondimeno, ai suoi fedeli Dio provvede generosamente già qui ed ora.

Ad Abramo, Dio assicura perciò una grandissima ricompensa. La sua devozione verso Dio, il coraggio di abbandonare le sue certezze, seguire il Suo Dio verso qualcosa d'ignoto e la fede furono motivo di questa grande ricompensa, che non solo si concretò in una numerosa discendenza e beni materiali oltre ogni necessità, ma anche nel fatto che al suo nome sarebbe per sempre legata la promessa di benedizione divina per tutte le future generazioni umane.

Ora cari fratelli in Cristo cosa vogliamo fare noi? Vogliamo credere nelle promesse di Dio? Vogliamo credere che Lui manterrà ogni virgola che la Scrittura riporta a duratura testimonianza per tutte le generazioni di credenti?

Quello che è accaduto ad Abramo può accadere a noi. Dio ci vuole innanzitutto liberi da timori, Egli ha promesso che non ci abbandonerà… crediamolo dunque con tutto il nostro essere! Se anche noi come Abramo ci mostriamo fedeli a Lui, Egli sarà il nostro Dio. Crediamo in Gesù Cristo senza timori! AMEN