La via d'uscita
La via d'uscita
Testo: 1° Corinzi 10:13
La vita ci presenta ogni giorno dei problemi e delle difficoltà da superare; la maggior parte di esse sono questioni a cui siamo tutto sommato abituati, quindi, ci armiamo di pazienza e buona volontà e ne usciamo fuori, con le nostre sole forze.
Accade però che talvolta le difficoltà siano più grandi di noi, ovvero che a prima vista non ci sentiamo in grado di superarle da soli, con l’aiuto dei soli mezzi a nostra disposizioni, e allora subentra un comprensibile stato di preoccupazione e frustrazione, perché ritrovarci di punto in bianco in una situazione, in una relazione o in una condizione finanziaria che proprio non ci aspettavamo può mettere in crisi chiunque di noi.
In questi casi solitamente la reazione è diversa a seconda della persona: c’è chi si lascia prendere dalla disperazione, si butta giù e vorrebbe morire;
c’è chi invece si lancia nella mischia per rendere del tuo meglio, sapendo che qualcosa di buono accadrà in lui, molto più importante di ciò che sta avvenendo intorno a lui.
Ma cosa dovrebbe fare invece il credente?
L’Apostolo Paolo ci fornisce una possibile soluzione, spiegandoci che: “Nessuna tentazione vi ha còlti, che non sia stata umana; però Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze; ma con la tentazione vi darà anche la via di uscirne, affinché la possiate sopportare”.
Riporre la propria fede nel Signore, non significa essere fatalisti e disinteressarsi del proprio destino sperando che qualcuno, in questo caso il Signore, intervenga a risolvere i nostri problemi, ma piuttosto è un invito a condividere i nostri problemi con Lui, facendone parte e facendoci parte attiva nell’affrontare il problema, poiché avere fede nel Signore significa davvero avere con lui una connessione continua ogni giorno della nostra vita.
Se noi rimaniamo connessi con il Signore, non siamo più noi che agiamo da soli, ossia separati, nell’affrontare i problemi e le sfide della vita, ma siamo “noi e il Signore” che agiamo insieme per affrontare le sfide che ci vengono incontro: “…non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me!” (Galati 2:20)
Quando tutto scorre liscio nella nostra quotidianità tendiamo purtroppo a dimenticare la presenza del Signore nella nostra vita, fidando solo sui nostri mezzi, quindi, ricorriamo a lui solo nei momenti di forte avversità. E’ in questi momenti che la nostra attenzione è fissata sulla montagna, ed è la paura a guidarci, ma a questo punto se fissiamo il nostro sguardo sul Signore, saremo fortificati grazie alla fede.
Senza l'ostacolo del monte, però, non avremmo rivolto lo sguardo verso il Signore, quindi le avversità hanno il potere di mutare i nostri valori e le nostre priorità al fine di una migliore riuscita.
Impariamo però ad agire prima che il tran tran della quotidianità ci riavvolga. Per fare i cambiamenti necessari che ci permettono di “connetterci col Signore” abbiamo solo una piccola finestrella di tempo a disposizione, altrimenti scadremo nelle nostre vecchie abitudini. Mentre il ricordo delle avversità è ancora ben impresso nella nostra mente, preghiamo e chiediamo al Signore di farci vedere quali siano i cambiamenti che dobbiamo apportare nei nostri atteggiamenti, nei nostri rapporti, nelle nostre abitudini, nel nostro stile di vita, ed Egli ci "... darà anche la via di uscirne...". AMEN
