L'albero e i frutti

Testo: Luca 6: 43:44 “Non c'è albero buono che faccia frutti cattivi, né albero cattivo che faccia frutti buoni. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto”

 

Molto spesso giudichiamo le persone dalle loro parole; pensiamo ai politici che in campagna elettorale promettono tanto, ossia parlano bene di quello che faranno una volta eletti, ma poi la realtà è un’altra perché fanno ben poco di quello che hanno detto. Questo però non serve a scoraggiare gli elettori, visto che ritornano a votare le stesse persone che hanno parlato bene ma agito male, ossia hanno promesso frutti buoni, ma poi ne hanno prodotti di cattivi o anche molto cattivi!

Gesù in questo passo ci rivela una verità quasi banale, ma se è così ovvia la stessa, non possiamo dire che sia altrettanto la capacità di giudizio delle persone!

Come sempre gli uomini preferiscono non ascoltare le parole di Gesù, anche se sono dette per il loro bene, perché alla fine si lasciano sedurre dai loro istinti più bassi e finiscono per ignorare i consigli di Gesù, che poi sono alla base di ogni intelligenza, giacché solo chi ne è privo finisce per ignorare questi semplici consigli di buonsenso.

Ora cari fratelli in Cristo, gli insegnamenti di Gesù ci sono rivolti prima di tutto per il nostro bene, per evitare le spiacevoli conseguenze di azioni sbagliate nella nostra vita, ma troppo spesso questi consigli finiscono per essere presentati come “norme etiche” che servono ufficialmente per rendere un culto gradito al Signore, ma in realtà affinché il potere della chiesa istituzione possa controllare i credenti, dicendo loro ciò che è ammesso, ossia bene, e ciò che è proibito, ossia male per la chiesa stessa, prima ancora che per ogni singolo essere umano.

Così accade che la capacità di “riconoscere la bontà del frutto” e quindi dell’albero stesso, sia riservata alla chiesa, che decide quali siano gli alberi buoni e quelli cattivi, e in questo modo avviene che la conoscenza che Dio ha elargito a ogni uomo, finisca per essere controllata soltanto da una ristretta casta di persone, ossia i politici e i religiosi di ogni tempo, che fino ad anni recenti erano di fatto la stessa categoria: pensate al papa re, o al re d’Inghilterra che ancora formalmente è il capo della chiesa anglicana.

Gesù invece ci ha lasciato un insegnamento molto importante: “conoscete la verità e la verità vi farà liberi!” (Gv 8:32) Allora fratelli possiamo capire che anche nel caso dell’albero e dei frutti noi siamo chiamati personalmente a conoscere ciò che è bene e ciò che è male; l’invito che Gesù fa e diretto a tutti, e non solo ad un ristretto gruppo, e il saper discernere, che equivale al potere di agire secondo la propria coscienza, ossia di conoscere la verità insegnata da Cristo, ci fa dire che ognuno di noi che è guidato dallo Spirito Santo, è in grado di discernere quale sia l’albero buono e quale sia quello cattivo, ossia ci dona la capacità di giudizio che invece il potere dei pochi vorrebbe riservare a se stesso.

Accostiamoci dunque a Dio, al suo Spirito, affinché ci doni sapienza e discernimento e non cadremo più nelle trappole dell’avversario di Dio, il principe di questo mondo, che ha ormai soggiogato le menti e i cuori di molti uomini, a cominciare da quelli che governano le maggiori istituzioni mondiali, siano esse laiche o religiose! AMEN