L'ultima scadenza

Testo: Amos 4:9-13

 

Per bocca del Profeta Amos, il Signore parla con parole dure, ricordando al Popolo degli Israeliti tutte le sue colpe e i castighi inflittigli nel corso del tempo, quale conseguenza delle sue trasgressioni;

parole dure ma allo stesso tempo piene di sconforto e amarezza, poiché non trovano un cuore aperto al pentimento da parte del Suo popolo, che persevera nella sua condotta ribelle, nonostante le piaghe che lo colpiscono e l’hanno colpito nel corso della sua storia.

Amos però, questa volta avverte il popolo che il tempo a disposizione per il pentimento e il ritorno a Dio sta per scadere e che questa è l’ultima chiamata: “Preparati ad incontrare il tuo Dio”, avverte, perché anche la pazienza del Signore, potremmo dire, ha un limite, oltre il quale non si può andare.

La Scrittura ci dice che il Signore è l’Eterno degli Eserciti, ossia colui da cui origina il tutto e che vive per l’eternità, ma sappiamo invece che la vita umana non è affatto eterna, perché la morte attende ogni uomo e donna dietro l’angolo, quando meno ce lo aspettiamo: l’ultima scadenza arriva inesorabile dopo un tempo, e questo nonostante la pazienza divina.

Oggi viviamo ancora nel tempo della grazia inaugurato da Gesù Cristo, ma anche questo tempo è destinato a chiudersi, ed ecco perché l’ammonimento di Amos: “Preparati ad incontrare il tuo Dio”, è quanto mai attuale, specialmente alla luce di quanto sta avvenendo oggi nel mondo, ampiamente previsto e predetto dalla Scrittura.

Il male, ossia la ribellione a Dio, che l’uomo sta compiendo in questo tempo è ben peggiore di quello compiuto da Israele ai tempi di Amos, e i segni dell’avvicinarsi del Giudizio di Dio sono sempre più evidenti, almeno a coloro che si sono pentiti e sono ritornati al Signore;

purtroppo non è così per la maggioranza degli uomini e delle donne del nostro tempo, così come non lo erano ai tempi di Amos.

Questa generazione, al pari di quelle che l’hanno preceduta, pensano di avere ancora tempo, tanto tempo, al punto di non doversi preoccupare dell’ultima scadenza, benché a nessuno di noi sia sconosciuto il fatto che ognuno di noi, in un lasso di tempo piuttosto breve, dovrà comunque affrontare il suo personale giudizio di Dio, quando dovrà lasciare questo mondo.

Ma anche questa scadenza viene spesso ignorata, rimandata, come se non dovesse mai arrivare;

gli uomini e le donne, che non hanno ancora conosciuto il Signore, preferiscono vivere come se non dovessero mai morire, ma anzi il pensiero della morte viene rimosso per paura che esso possa “rovinare la vita”; insensati!

Rimandare l’incontro con Dio per paura di non essere pronti non è certo la soluzione del problema, ma piuttosto è l’origine del problema stesso!

Il nostro incontro con Dio non è solo l’ultima scadenza, ma di fatto è anche la scadenza più importante, quindi, prepararci per essa dovrebbe sempre essere la nostra priorità.

La Bibbia dice: “È stabilito che gli uomini muoiano una volta sola, dopo di che viene il giudizio” (Ebrei 9:27).

Questo ci dovrebbe far capire quanto sia insensato trascurare la preparazione necessaria per questo appuntamento inevitabile.

Molte persone si preparano in modo quasi ossessivo per il futuro prossimo, per quanto devono fare domani, il prossimo mese o il prossimo anno, ma non si preoccupano minimamente di preoccuparsi e prepararsi d’incontrare il loro Creatore.

Poi ci sono quelle persone che, al pari degli israeliti di Amos, soffrono a causa dei loro peccati, al punto di dichiarare di preferire la morte piuttosto di continuare nello stato di sofferenza;

costoro però ignorano di proposito che la morte non è la fine di tutto, ma apre le porte verso l’eternità.

Ma quale eternità avranno di fronte?

Sarà l’eternità promessa a coloro che hanno accettato la grazia di Dio per mezzo del Signore Gesù Cristo, o quella destinata ai seguaci del diavolo nella dannazione eterna per non aver creduto?

Certo sono due prospettive ben diverse!

Allora cari fratelli in Cristo, chiediamoci anche noi: siamo preparati ad incontrare Dio?

Dove pensiamo di passare la nostra eternità?

Ci siamo rivestiti della giustizia di Cristo, secondo l’invito dell’Evangelo?

Abbiamo accettato Gesù come nostro personale Salvatore?

Se a queste domande noi possiamo rispondere con un “SI’” convinto, nel profondo del nostro cuore, allora saremo davvero pronti per affrontare l’ultima scadenza, con piena serenità! AMEN