Nemo profeta in patria

Testo: Marco 6:4-6

 

Cari fratelli in Cristo, ancora una volta quando leggiamo la Scrittura siamo catturati da un versetto o una frase che, nella tradizione della chiesa, oscura il resto della frase stessa, che il più delle volte è invece la parte più importante del messaggio.

In questo passo la frase oscurante è proprio quella pronunciata da Gesù, quando si lamenta del fatto che nessuno è profeta in patria, ossia, che chi ti conosce bene, per quanto tu faccia di importante, non sei creduto, o al più vieni sminuito perché chi ti conosce bene non vuole credere che tu possa essere qualcuno o qualcosa più di loro!

Questo è ben vero in ogni tempo e luogo, eppure in questo passo della Scrittura c’è una constatazione, ovvero insegnamento, che l’autore del Vangelo evidenza, che è ciò che invece, come credenti, dovremmo mettere al centro del nostro sapere: “(Gesù) non vi poté fare alcuna opera potente”!

Vi rendete conto, ancora una volta, cari fratelli in Cristo, che Gesù “non poté” operare non a causa della mancanza del suo potere di farlo, bensì della poca fede delle persone presenti?!

Qui non stiamo parlando in un predicatore, o di un prete o di un pastore qualsiasi che opera guarigioni, come ancora oggi accade in diverse chiese e comunità di credenti, bensì di Gesù Cristo in persona, che “non può operare a causa della mancanza di fede dei presenti”!

Allora potete capire, che non è la potenza di Gesù, ossia di Dio, che può veramente operare i cd “miracoli o segni potenti” a prescindere, bensì la fede di chi tali miracoli e segni riceve!

È noto a tutti che Dio non forza la mano a nessuno, che non interviene di sua spontanea volontà se non richiesto, almeno questo è ciò che a tutti noi è stato sempre insegnato, ma qui la verità che emerge è un’altra, ossia che Gesù, ossia Dio stesso, non può operare se chi è destinato a ricevere il suo intervento non ha prima di tutto lui la fede che tale intervento divino sia possibile!

Allora cari fratelli in Cristo, Cristo come Maestro, è inviato da Dio per insegnare agli uomini una grande verità, ossia che ogni uomo o donna può operare segni potenti se ha fede nelle sue capacità di compierle!

Dio ha già stabilito fin dall’inizio che ciascuno di noi può fare tutto se ha la consapevolezza di poterlo fare, e Gesù è venuto sulla terra non per compiere lui segni miracolosi, che miracolosi non sono, bensì per insegnare a ciascuno di noi che tale possibilità è già in noi, ci è già stata data dalla nostra nascita ma che per esercitarla dobbiamo prima essere consapevoli di avere tale capacità, e Gesù nella sua missione terrena ha insegnato ai suoi discepoli proprio questo; tutti coloro che hanno avuto fede nelle sue parole hanno compiuto le opere che lui ha compiuto e chi ha ancora oggi tale fede, compie le stesse opere.

Il problema però è un altro, purtroppo!

Il problema, ora come allora, è la mancanza di fede in tale capacità: “E non vi poté fare alcuna opera potente, ad eccezione di pochi malati a cui impose le mani e li guarì.  E si meravigliava della loro incredulità”.

Ora cari fratelli in Cristo, a noi spetta la scelta se continuare a vedere in Gesù Cristo il salvatore che ci presenta la chiesa, colui che compie le opere che sono umanamente impossibili, i cd miracoli che sono concessi solo a pochi eletti, ossia i cd santi, oppure accogliere Gesù Cristo come nostro “Maestro universale e personale”, colui che ci insegna a riconoscerci quali siamo, ossia “figli di Dio” e in quanto tali pienamente capaci di compiere e vivere la nostra vita in quanto tali, rimanendo connessi con Dio per mezzo del suo Spirito ogni istante della nostra vita: noi siamo i tralci della vite e se rimaniamo attaccati alla vite prosperiamo sempre. AMEN