Non rimandare
Testo: Luca 9:57-62
Il Gesù che parla in questo passo della Scrittura è un Gesù deciso e determinato, o come diremmo noi oggi “tranchant”!
Gesù è l’uomo che non accetta le mezze misure quando si tratta di scelte di fede! Certo noi conosciamo meglio il Gesù misericordioso che perdona anche “settanta volte sette” il nostro peccato, ma il Gesù di questo passo non scende a compromessi sulla scelta di fede, ossia o credi in Lui o non credi: non esistono le “mezze misure”, del un po' credo e un po' non credo.
Eppure, cari fratelli in Cristo, l’atteggiamento del tenere il piede in due scarpe è forse quello più diffuso tra i credenti!
Sì, noi tutti siamo peccatori e questo Gesù lo sa fin troppo bene, e per questo è disposto a perdonare i nostri peccati fino all’ultimo, però allo stesso tempo non è disposto ad accettare i nostri dubbi di fede, i nostri rimandi nei confronti di Dio.
Nella nostra vita Dio deve venire prima di tutto e di tutti; se poi la debolezza della nostra carne ci porterà a peccare anche settanta volte sette, a causa di tale debolezza otterremo sempre il Suo perdono, ma se non risponderemo subito alla Sua chiamata, saremo lasciati indietro inesorabilmente: “Nessuno che abbia messo la mano all'aratro e poi volga lo sguardo indietro, è adatto per il regno di Dio”!
Se abbiamo conosciuto Dio e poi rinunciamo a Lui, non c’è più salvezza possibile; questo è il messaggio chiaro che ci viene dato, perché se dopo averLo conosciuto noi lo rinneghiamo, passiamo inevitabilmente dalla parte del suo avversario, e a quel punto sarà ben difficile che il Signore possa riprenderci tra le Sue braccia perché il Male ci avrà imprigionato con catene che non si possono rompere!
Allora cari fratelli in Cristo, quando il Signore ci chiama, noi non possiamo indugiare anteponendo a Lui qualcos’altro, come rispose quell’uomo chiamato da Gesù: “Ti seguirò, Signore, ma lasciami prima salutare quelli di casa mia”.
Purtroppo noi non abbiamo a nostra disposizione tutto il tempo del mondo per seguire Gesù, ma soltanto il tempo della nostra vita terrena, della quale non conosciamo affatto la durata residua, quindi se oggi riceviamo la chiamata e rispondiamo come fece l’altro uomo chiamato da Gesù in questo passo: “Permettimi di andare prima a seppellire mio padre”, può essere che non avremo più il tempo per farlo, perché la nostra vita potrebbe esserci richiesta prima.
Nel passo di oggi, infatti, non ci viene più detto che quell’uomo abbia poi seguito Gesù.
A volte procrastinare va di pari passo col perfezionismo, infatti spesso diciamo: “Se non lo faccio bene, non lo farò proprio!”, e questo è poi ciò che effettivamente accade!
Allora sappiamo che prima che noi riusciamo a farlo bene, probabilmente sbaglieremo comunque.
In ogni storia di successo ci sono i capitoli delle difficoltà, degli “errori di percorso”, ma questi non sono affatto inutili, bensì servono ad imparare e crescere.
Per fare bene nella vita le buone intenzioni non bastano, si deve sperimentare, fare le necessarie esperienze che poi ci serviranno nella vita proprio per meglio adempiere alla missione che il Signore ci ha affiato.
Tornando al testo della meditazione di oggi, le scuse presentate a Gesù da parte di quegli uomini non erano sufficienti per non seguire il Divino Maestro, così come non sono sufficienti tutte le motivazione che l'uomo presenta per rimandare la decisione di accettare Gesù quale Salvatore e Signore, perché quando il Signore chiama, lo fa sempre a ragion veduta e con cognizione di causa; infatti, il Signore non ci chiede mai di fare qualcosa che non siamo in grado di fare, perciò ogni nostro rifiuto verso la sua chiamata, sarà sempre una scusa.
Chi invece antepone la scelta di diventare discepolo di Cristo ad ogni altro impegno della sua vita, sarà onorato da Dio: “Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi a causa del mio nome, ne riceverà cento volte tanto, ed erediterà la vita eterna” (Matteo 19:29).
Allora, cari fratelli in Cristo, non cerchiamo di rimandare quando il Signore ci chiama ad un qualsiasi compito, perché se risponderemo “vengo subito Signore”, lui ci benedirà nel compimento della nostra missione e in tutta la nostra vita, presente e futura. AMEN
