Parabole
Testo: Marco 4:34 Non parlava loro senza parabola; ma in privato ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.
Cari fratelli in Cristo, proseguo oggi la riflessione su quei versetti dei Vangeli che seguono un filo conduttore comune, ossia quello degli insegnamenti che Cristo riserva ai suoi discepoli e apostoli, ma prima è doveroso fare una premessa storica.
Secondo la tradizione della chiesa il Vangelo di Marco è stato il primo ad essere scritto, circa 40 anni dopo la morte di Gesù, a cui sono seguiti anche gli altri tre in epoca ancora più tarda; gli studiosi ritengono che questo vangelo sia stato realizzato utilizzando una raccolta di testimonianze più antica, nota come “i detti di Gesù”, ossia delle frasi trasmesse oralmente dai testimoni che hanno assistito alla predicazione di Gesù e che sono state passate da un credente all’altro fino a quando Marco non le ha messe per iscritto dandogli una struttura cronologica.
Questo modo di procedere, se da un lato significa che le parole riportate oralmente possono essere state ricordate male o modificate, dall’altro il testo stesso nel corso dei tre secoli successivi alla morte di Gesù fino al Concilio di Nicea, ha subito delle modifiche apportate dai primi vescovi e anziani per “adattarlo” agli scopi della chiesta di Costantino; azione che ha portato anche a sopprime alcuni testi dichiarati apocrifi. Tuttavia, se noi rimaniamo nei quattro Vangeli canonici e li leggiamo, non con superficialità o secondo la lettura “approvata” dalla teologia della chiesa, bensì rimanendo fedeli al testo, notiamo come alcuni versetti ci raccontano, sia pure quasi per inciso, una verità sulla predicazione di Gesù, che non collima con l’interpretazione e la teologia ufficiale della chiesa.
Tra questi versetti Marco 4:34 è molto rivelatore su quello che faceva e insegnava Gesù.
Gesù, ci dicono i Vangeli, parlava in parabole alla folla, e se questo modo di insegnare potrebbe trovare una giustificazione nel fatto che la parabola è un linguaggio semplice, di immediata comprensione, che anche i non educati nella religione o teologia, riescono a capire, dall’altro è perlomeno strano che venga usato da chi è venuto a rivolgere al mondo un messaggio universale di salvezza.
Se è vero che anche noi oggi usiamo degli esempi chiarificatori per far capire il nostro pensiero, nondimeno, se noi leggiamo la seconda parte del versetto: “…ma in privato ai suoi discepoli spiegava ogni cosa” vediamo che l’uso che Gesù faceva della parabola non era quello di far comprendere meglio il suo insegnamento alla folla che ascoltava, ma proprio il contrario: ossia usare un linguaggio di difficile comprensione alle masse, per riservare poi ad una ristretta cerchia di discepoli la spiegazione di quanto aveva detto, e questo è presenta soventi in varie parti dei Vangeli.
Da queste spiegazioni comprendiamo altresì che Gesù non era uno che andava a predicare apertamente ovunque e a tutti il messaggio della salvezza, come sostiene la chiesa ancora oggi, bensì che gli insegnamenti di Gesù erano qualcosa riservata ad un ristretto gruppo di eletti!
Questo modo di procedere è però tipico di un Maestro che riserva ai suoi discepoli più fedeli il suo sapere, e non di un leader politico o capo popolo che arringa le masse per fare facili proseliti!
Perché allora la chiesa presenta l’evangelo come un messaggio di salvezza universale?
Se Gesù stesso predicava a tutto il popolo, però insegnava soltanto ad una ristretta cerchia di discepoli, perché la chiesa ha “cambiato” i destinatari della predicazione di Gesù?
La chiesa, così com’è stata stabilita dal Concilio di Nicea del 325 d.C. evidentemente è un organismo ben diverso dalla chiesa che è nata dalla predicazione di Gesù; alcune delle diverse “correnti” spirituali che si sono sviluppate a seguito della predicazione nei primi tre secoli, che poi sono state soppresse, silenziate e perseguitate dalla chiesa di Costantino, custodivano e insegnavano ai credenti ciò che Gesù insegnava in segreto ai suoi dodici apostoli, ma questi insegnamenti erano destinati ad elevare l’anima e lo spirito dei credenti, ad avvicinarli alla piena comunione con Dio attraverso lo Spirito Santo, e non certo a creare una struttura gerarchica istituzionale soggetta e compiacente con l’impero romano e il suo imperatore! Non dimentichiamo che Gesù fu messo a morte proprio dai romani tre secoli prima di Nicea, quindi, possiamo ben capire il perché gli insegnamenti segreti di Gesù siano stati “silenziati” dalla chiesa istituzione, il cui scopo era, ed è ancora, quello di controllare e sottomettere i credenti al potere temporale, e non certo quello di liberarli dal giogo del principe del mondo, che a tutti gli effetti all’epoca era rappresentato dall’imperatore romano.
Ora cari fratelli in Cristo, nei quattro vangeli cd “canonici” ossia quelli inclusi nella Bibbia che tutti noi conosciamo, e che sono solo una parte della predicazione di Gesù, vediamo come questa parte contenga molte correzioni apportate dai vescovi e teologi nei secoli successivi, che non sono di per sé sbagliate, quali per esempio tutte le norme etiche, ma che certamente sono marginali rispetto agli insegnamenti di Cristo, e su queste parti la chiesa istituzione e dottrina concentra il suo insegnamento, piuttosto che non sulle parte che invece riserrva soltanto a quella ristretta parte di clero che comprende il vero insegnamento di Gesù, ma evita di rivelarlo ai fedeli perché il compito della chiesa istituzione non è quello di elevare spiritualmente i fedeli bensì di controllarli e mantenerli sottomessi alla chiesa stessa quale istituzione terrena.
Allora cari fratelli in Cristo, cosa possiamo e dobbiamo fare noi discepoli di Cristo? Come diceva Gesù parlando degli scribi e farisei: “Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo, ma non fate secondo le loro opere, perché dicono e non fanno” (Mt 23:1-3), ossia rispettate gli insegnamenti etici che ci sono nella scrittura ma non conformatevi al modello della “chiesa istituzione” bensì rivolgetevi direttamente a Dio attraverso una personale relazione con lo Spirito Santo per conoscere direttamente da lui i veri insegnamenti che Gesù ha portato e insegnato ai suoi discepoli. AMEN
