Parlare con Dio

Testo: Matteo 6:6

 

Cari fratelli in Cristo, quanti di noi sanno veramente come si prega?

In questo versetto Gesù sintetizza tutto ciò che serve sapere per pregare Dio ed essere ascoltati da lui, ossia per metterci in contatto con lui!

Quali sono i passi da seguire?

Gesù ci dice: “quando preghi, entra nella tua cameretta”. La cameretta è per definizione il luogo più intimo e raccolto dove noi possiamo stare con noi stessi, soli con Dio soltanto. Anche Gesù quando pregava il Padre si ritirava in luoghi solitari, quindi questo ci fa capire che, quando preghiamo, noi dobbiamo essere a tu per tu con Dio!

Certo le preghiere comunitarie, nelle chiese affollate dove si intonano inni, preghiere ad alta voce e invocazioni sonoramente appariscenti, sono molto coreografiche, ma non sono le parole ad altra voce gridate dalle folle che ci permettono di farci udire ed ascoltare da Dio… ma questo è così logico che non dovrebbe essere nemmeno necessario doverlo dire; provate voi ad ascoltare la radio o la tv quando siete in una stanza dove tutti parlano e si agitano e ditemi cosa comprendete di quello che ascoltate? Nulla! Lo stesso per la preghiera allora; forse Dio ci ascolta lo stesso, ma voi riuscite veramente ad ascoltare Dio nel frastuono della folla?

Gesù poi ci dice ancora “chiusa la porta”; perché chiudere la porta dietro di noi quando preghiamo nella nostra stanza? Perché nessuno ci deve disturbare nella nostra conversazione con Dio! Quando andate dal medico lasciate forse la porta dello studio aperta affinché ogni altro paziente ascolti la vostra diagnosi e cura? O non chiudete piuttosto la porta dietro di voi affinché quello che viene detto nella stanza tra voi e il dottore rimanga solo tra di voi? Allo stesso modo la preghiera è un rapporto intimo e personale con Dio e nessun altro deve intromettersi!

Quindi Gesù ci dice ancora: “rivolgi la preghiera al Padre tuo che è nel segreto”! Più chiaro di così, cosa serve dire ancora? Il nostro rapporto con Dio è unico e personale, riservato e segreto; chi va in chiesa a pregare o nella comunità allora? Sta pregando o a cosa servono le riunioni di preghiera? Le riunioni di preghiera e i culti sono atti devozionali che servono a rafforzare la coesione della comunità dei credenti e, ovviamente, ad onorare Dio, ma non sono quelli i momenti nei quali noi parliamo con Dio e ci interfacciamo con lui.

Infine, Gesù ci dice quale sono gli effetti della preghiera così rivolta a Dio: “il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa”; Dio risponde alle nostre preghiere esattamente come noi rispondiamo a qualcuno che ci rivolge una domanda con interesse e partecipazione. Se gridiamo in una piazza che stiamo cercando un ristorante, forse nessuno ci risponderà, ma se ci rivolgiamo ad un passante con educazione, è molto probabile che questi, se conosce un buon ristorante nei paraggi, sarà ben felice di indicarcelo; anzi, sarà per lui un motivo di soddisfazione perché si sentirà gratificato dal fatto che lui è stato in grado di aiutarci con quelle indicazioni.

Allora tanto più Dio Padre si sentirà gratificato se ci rivolgiamo a lui per qualsiasi richiesta di cui abbiamo bisogno, consapevoli che noi riponiamo in lui tale fiducia.

Dio non aspetta altro che noi parliamo con lui, che ci mettiamo in contatto, lui e noi soli, che condividiamo tramite il dialogo tra il suo Spirito e il nostro spirito, la nostra azione.

Allora fratelli non esitiamo a connetterci con Dio nel modo insegnatoci da Gesù Cristo e scopriremo come, lavorando insieme a lui, ogni nostra azione sarà vincente! AMEN