Parlare con Dio

Luca 6:12 “In quei giorni Gesù se ne andò sulla montagna a pregare e passò la notte in orazione”

 

Questa frase del Vangelo mette sotto gli occhi di ogni fedele una verità talmente scomoda per la chiesa istituzione mondana che la chiesa stessa la ignora facendo sì che ai fedeli non venga in mente di porsi la domando più ovvia.

La chiesa, con tutti i suoi teologi e altri funzionari ispirati, chiede ai fedeli di credere, ma non solo di credere in Dio, bensì di credere che tutto quello che la chiesa stessa afferma sia “parola di Dio”, ossia discenda direttamente dalla volontà di Dio, e su questa base i vari Concili hanno stabilito dogmi, i quali, alcuni, sono talmente assurdi che contraddicono la stessa Scrittura, che pure è stata molto spesso “rielaborata” dalla chiesa successiva ai primissimi due/tre secoli, per renderla “compatibile” alla narrazione teologica e al potere terreno della chiesa; la chiesa di Costantino è diventata tutto questo, eppure nei vangeli si conservano rivelazioni autentiche fattaci da Gesù Cristo, che se lette e comprese con l’aiuto dello Spirito Santo di Dio, ci permettono di conoscere veramente la verità che ci libera!

Allora cari fratelli in Cristo qual è la domanda ovvia che tutti dovremmo porci dopo aver letto questo passo della Scrittura?

Gesù se ne andò sulla montagna, da solo, e passò tutta la notte in orazione, a pregare; nel senso comune del termine pregare equivale a chiedere qualcosa a Dio e allo stesso tempo a rendergli adorazione, ma quando questo significato dovessimo applicarlo a Gesù, figlio di Dio e lui stesso Dio, generato dalla stessa sostanza del Padre, come afferma il cd Credo Niceno-Costantinopolitano accettato da ogni chiesa cristiana come verità fondamentale sulla natura di Cristo, allora ci dovremmo chiedere: “chi stava pregando Gesù? Stava pregando sé stesso?” Se poi vediamo nella preghiera un dialogo con Dio, ossia la ricerca di una comunione spirituale con Dio stesso, cosa dovremmo pensare? Gesù stava parlando con sé stesso, ossia parlava da solo?

Davanti a questo cortocircuito di spiegazione che ci dà la teologia, dobbiamo rivedere qualcosa, ossia dobbiamo ripensare a quello che era il ruolo di Gesù Cristo e anche la sua stessa figura, oltre alla figura di Dio Padre.

Cominciando proprio da quest’ultima, vediamo come Dio Padre, il Dio unico non è quello che ci descrive il Vecchio Testamento, il Yhwh degli ebrei che era di fatto un guerriero sterminatore e non il Dio d’amore che Gesù ci ha fatto conoscere.

Gesù ci ha rivelato che tutti noi siamo “figli di Dio”, e in tal senso anche lui è figlio di Dio! Il figlio che ci è stato inviato per chiamarci al Padre, per farcelo conoscere nella sua vera natura di Dio Unico che comunica con ogni uomo e donna di ogni epoca attraverso il suo Spirito, e quando Gesù va sul monte, nella solitudine della notte, per non essere disturbato, ecco che anche lui comunica col Padre, riceve ispirazione dallo Spirito, quello che serve per compiere la sua grande missione di liberazione dalle catene del principe del mondo o del maligno che dir si voglia.

Ora cari fratelli in Cristo, se noi comprendiamo questo, non ci lasceremo più sedurre dal potere del male che ha voluto nascondere la vera natura di Cristo per impedirci di conoscere Dio e continuare così a riverire e servire un essere malvagio che faceva e fa tuttora della guerra e dello sterminio la sua naturale azione.

Ricerchiamo il contatto con Dio in preghiera, parliamo con lui attraverso il nostro spirito e noi condivideremo con Dio la nostra vita, così come faceva Gesù; allora conosceremo la verità e davvero la verità ci farà liberi. AMEN