Seguire Gesù
Testo: Matteo 9:9-13
Matteo era un Pubblicano, ossia un esattore delle tasse per conto dei Romani; questa attività non deponeva certo a suo favore nei confronti del popolo ebraico in quanto presentava un doppio aspetto negativo. Il primo era dato dal fatto che lavorare per gli occupanti romani lo esponeva al disprezzo del suo popolo; il secondo era dato dal fatto che i pubblicani non godevano la fama di essere “persone oneste”, in quanto facevano la cresta sulle riscossioni e vessavano i contribuenti.
Tutto questo significava che Matteo fosse visto come un personaggio equivoco agli occhi del popolo Ebraico, o meglio ancora “un peccatore”, giacché tutto ciò che andava contro il volere di Dio, era considerato peccato a tutti gli effetti; sia civili, sia religiosi, diremmo noi oggi.
Come conseguenza Matteo, oltre ad essere disprezzato, era anche escluso dalle celebrazioni religiose del suo popolo; un reietto posto ai margini della società giudaica dunque!
Questo però non fermò Gesù dal chiamarlo ad essere un Suo discepolo, e quando lo fece, anche Matteo non esitò: “Egli, alzatosi, lo seguì”.
La prontezza con il quale Matteo accolse la chiamata di Gesù costituisce un esempio di come anche noi, altrettanto peccatori agli occhi di Dio, dobbiamo seguire Gesù.
Troppo spesso noi, di fronte al Signore che ci chiama al ravvedimento, tendiamo ad accampare scuse, a trovarci delle giustificazioni per ignorare o ritardare la Sua chiamata, che la Scrittura ben esemplifica: “Un altro dei discepoli gli disse: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Ma Gesù gli disse: «Seguimi, e lascia che i morti seppelliscano i loro morti»” (Mt 8:21-22) e “Un altro ancora gli disse: «Ti seguirò, Signore, ma lasciami prima salutare quelli di casa mia». Ma Gesù gli disse: «Nessuno che abbia messo la mano all'aratro e poi volga lo sguardo indietro, è adatto per il regno di Dio»” (Lc 9:61-62).
Chi vuole essere un discepolo di Cristo invece deve essere disposto a mettere il Signore al primo posto nella sua vita, come Gesù stesso ci richiede: “Se uno vuol venire dietro a me, rinunci a se stesso, prenda ogni giorno la sua croce e mi segua” (Luca 9:23).
Seguire Gesù non è uno scherzo, non è qualcosa che possiamo fare soltanto a tempo perso, per hobby o perché così ci è stato tramandato dalla tradizione di famiglia o dagli usi sociali;
No cari fratelli in Cristo! Seguirlo è una questione talmente importante che tutto il resto deve diventare secondario!
Tutta la nostra vita presente e futura in verità dipende e dipenderà dall’aver debitamente portato a termine la missione per la quale noi siamo stati chiamati e a cui siamo stati predestinati dal Signore ancor prima del nostro concepimento.
L'aspetto più importante per noi che abbiamo deciso di seguire Cristo è il sapere “Chi stiamo seguendo” e per quale motivo rimaniamo vicino a Lui.
Dio ci ha onorati grandemente, concedendoci la possibilità e il privilegio di poter essere discepoli di Gesù, ma noi abbiamo veramente compreso la portata di ciò che Dio ci concede?
Allora cari fratelli in Cristo, chiediamoci come stiamo seguendo il Signore Gesù? Con quali sentimenti? Con quale scopo?
Soltanto quando saremo pienamente consapevoli di questo potremo invero fare come Matteo, che senza alcuna esitazione si alzò e lo seguì! AMEN