Sempre grati
Testo: 1° Tessalonicesi 5:16-22
L’Apostolo Paolo conclude la sua prima lettera ai Tessalonicesi con un’importante serie di raccomandazioni valide per ogni tempo e luogo; in particolare, cari fratelli in Cristo, voglio soffermarmi sul versetto 18, dove ci è detto: “In ogni cosa rendete grazie, perché questa è la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi”.
“Rendere grazie a Dio” non è una semplice frase liturgica ripetuta nel corso del culto di alcune chiese, ma un vero e proprio “comandamento”, come ci spiega Paolo.
Ora potrebbe sembrarci strano, se non anche un po' esagerato, rendere grazie a Dio per ogni cosa; certo rendere grazie per le cose buone che ci arrivano, per le sue tante benedizioni, è una cosa naturale per ogni credente, ma rendergli grazie anche per “i mali” che il mondo ci riversa addosso rientra in una di quelle richieste, che pure il Signore ci fa, come il “porgere l’altra guancia” davanti alle percosse, che ci risultano davvero difficili da accettare perché del tutto innaturali.
Non parliamo poi di quelle persone che non sono propriamente credenti, nel senso che se pure credono all’esistenza di Dio (pure il diavolo lo crede se è per questo, e lo teme!) non gli prestano alcuna considerazione, né tantomeno si ritengono obbligate nei Suoi confronti, in quanto pensano che tutto sia loro dovuto in quanto esseri umani.
Queste sono persone perennemente insoddisfatte di ciò che hanno, perché ritengono di meritare di più, e che per questo il mondo sia ingiusto con loro. In pratica, se da un lato queste persone sono destinate ad essere sempre infelici perché non ottengono ciò che ritengono di meritare, dall’altro con questo loro atteggiamento si pongono nelle condizioni di non poterlo mai avere, poiché disprezzano la Parola di Dio, che è l’unica che può soddisfare veramente i loro desideri.
Ora cari fratelli in Cristo noi sappiamo che l’Apostolo Paolo, durante la sua vita di testimonianza, ha attraversato molte situazioni difficili da tutti i punti di vista, ma, nonostante ciò, lui poteva scrivere con sicurezza: “In ogni cosa rendete grazie, perché questa è la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi”.
Ma cosa voleva dire Paolo con queste parole?
Semplicemente questo: “invece di competere, paragonarvi e lamentarvi, considerate le cose buone che Dio vi ha dato, gioite in Lui e sviluppate un atteggiamento di gratitudine nei confronti di Dio perché ogni dono perfetto procede da Lui”.
Qualcuno potrebbe pensare che Paolo fosse un “ottimista a tutti i costi”, ma non è così;
queste sue parole, non sono il frutto di un ottimismo naturale che ogni uomo può possedere, ma anche no;
noi non dobbiamo rendere grazie a Dio in ragione del nostro essere ottimista, bensì, come Paolo, noi Gli rendiamo grazie per ogni cosa perché noi sappiamo che da quando ci siamo “arresi al Signore”, da quando noi abbiamo posto la nostra vita nelle sue mani, noi sperimentiamo per fede che Dio si prende cura di noi in ogni circostanza, buona o cattiva che sia, e avendo Dio il pieno controllo di ogni cosa, in cielo come in terra, noi possiamo e dobbiamo sempre rendergli grazia per il suo cosante intervento, sia che noi lo vediamo con i nostri occhi già realizzato, sia che esso sia ancora nella mente di Dio in procinto di realizzarsi.
Quando noi riusciamo a fare questo, fratelli, la nostra vita diventa come la casa edificata sulla roccia, che passa attraverso ogni possibile bufera ma le cui fondamenta non cederanno;
se noi saremo tra quelli che rendono sempre grazie a Dio non avremo nulla da temere;
viceversa, coloro che non fanno che lamentarsi per ogni cosa capitata loro, andranno incontro da soli ad ogni difficoltà senza ricevere nessun aiuto.
Abbiate dunque fede in Dio fratelli, e il vostro cuore traboccherà di gioia e sincera fiducia nel suo operato, spingendoci a rendergli grazie per ogni cosa. AMEN
