Superficialità

esto: Genesi 19:12-17

 

Cari fratelli in Cristo, vi siete mai chiesti come sarebbe il mondo se tutti gli uomini ubbidissero a Dio, e quindi si comportassero secondo la sua Parola?

Provate a pensarci un attimo: se solo adottassimo il modello propostoci da Gesù Cristo questo nostro mondo sarebbe davvero “un paradiso”, o per lo meno, se non “Il Paradiso” promesso dal Signore agli Eletti, almeno, un mondo molto migliore, dove tutti avrebbero il giusto da vivere in pace;

purtroppo, la realtà è un’altra! Per quanto l’umanità, durante tutta la sua storia, si sia sforzata di “migliorare” il mondo, ovvero la società, e nonostante i diversi lodevoli tentativi posti in atto da persone che hanno speso tutto sé stessi per riuscirci, i loro mirabili sforzi si sono poi infranti di fronte alla durezza del Male che domina questo mondo governato dal suo principe, e questo perché questo mondo non è migliorabile oltre una certa soglia; non fintanto che il diavolo sarà lasciato libero di agire.

Allora che possiamo fare?

Dobbiamo rinunciare a fare il bene perché tanto ogni nostro tentativo di migliorare il mondo è destinato al fallimento?

Ci dobbiamo rassegnare a convivere per sempre con il male che ci circonda e infetta inevitabilmente la nostra società umana?

No, cari fratelli in Cristo!

La risposta ce la dà il Signore stesso, quando ci dice “il mio regno non è di questo mondo” e tuttavia per chi avrà posto la sua fede in Lui, si apriranno “nuovi cieli e nuova terra” quando il regno di Dio sarà stato completato!

Prima che tutto questo accada però, è necessario che si compia pienamente il piano di Dio, che prevede di passare tramite il crogiuolo del fuoco purificatore, che per gli uomini di questo mondo, è il vaglio del male che ci tenta in ogni modo pur di sottrarci la ricompensa celeste, e lo fa mettendo in dubbio la parola di Dio che ci dice invece cosa fare per poterci salvare.

Nel testo di oggi abbiamo il castigo divino delle città di Sodoma e Gomorra, peccatrici davanti a Dio e agli uomini, ma all’interno delle quali c’erano comunque delle persone timorate di Dio, che Dio voleva salvare, ovvero Lot e la sua famiglia.

Per questo motivo il Signore mandò degli angeli per avvertire Lot del castigo imminente che stava per abbattersi su quelle città: “Chi hai ancora qui? Fa' uscire da questo luogo generi, figli, figlie e chiunque dei tuoi è in questa città, perché noi distruggeremo questo luogo”, e Lot pensò subito di avvertire i suoi famigliari affinché anch’essi si potessero mettere in salvo, però, di fronte ad un avvertimento così strano, diremmo fuori da ogni umana logica, i suoi generi si rifiutarono di credere a Lot: “Ma ai suoi generi parve che volesse scherzare”, e questa superficialità costò loro la vita. Probabilmente i generi non credevano al Dio di Lot, quindi nemmeno alle sue parole. Probabilmente pensarono che il vecchio suocero altro non era che un altro profeta di sventura. Ciò nonostante, l'ira di Dio si attuò e loro si attirarono addosso il giusto giudizio divino che annientò le città perverse, diventando così monito alle future generazioni di peccatori.

Da allora molti secoli sono passati, e molti profeti sono stati mandati da Dio alle successive generazioni di uomini, che come gli abitanti di Sodoma e Gomorra si sono abbandonate al peccato contro Dio; ultimo e più importante di tutti questi profeti, Gesù Cristo, il figlio di Dio, che ha dichiarato in modo inequivocabile che senza un sincero pentimento e ritorno al Padre degli uomini, di ogni singolo uomo o donna che calcherà la terra, nessuno di loro potrà salvarsi, ma perirà al pari degli abitanti di Sodoma e Gomorra, quando l’ira di Dio, l’ultima, si abbatterà sull’umanità ribelle.

Nonostante ciò, però, incuranti di tutto quello che succede nel mondo, la gente rimane ancora superficiale come lo furono i generi di Lot, ignorando gli avvertimenti di Cristo, perché propensa a credere che le cose si aggiusteranno prima o poi, quindi pensano di avere ancora tempo per prepararsi, semmai questo dovesse davvero accadere un giorno.

Perché prendere sul serio certi discorsi che ci rendono tristi?

Perché continuare a credere in avvertimenti che fino ad oggi si sono rivelati inutili dopo che molte generazioni sono passate senza che accadesse nulla?

Questi sono i ragionamenti che ormai la maggioranza delle persone fa, incurante del fatto che le cose nel mondo non stanno per nulla migliorando, nonostante le molte aspettative che il principe del mondo crea senza che vi sia un ben che minimo riscontro.

Invece per gli uomini e le donne del nostro tempo sarebbe saggio domandarsi: perché attirarsi addosso l'ira di Dio quando con molta facilità si può essere salvati per mezzo di Cristo Gesù?

Egli è morto ed è risuscitato affinché noi abbiamo la vita eterna, perché Dio non desidera la nostra perdizione, bensì la salvezza di ognuno dei suoi figli.

Gesù disse: "Chi ascolta la mia parola e crede a Colui che mi ha mandato, ha vita eterna; e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita" (Giovanni 5:24).

Gesù non scherza, Egli può e vuole salvarci.

Allora cari fratelli in Cristo, prendiamo sul serio la Sua Parola, non siamo superficiali come lo furono i generi di Lot, ma approfittiamo del tempo che ci rimane per mettere in salvo la nostra vita. AMEN