Tempo per Dio

Testo: Ecclesiaste 3:1

 

Il libro dell’Ecclesiaste recita: “Per tutto vi è il suo tempo, vi è il suo momento per ogni cosa sotto il cielo”, e la saggezza attribuita per antonomasia a Salomone non potrebbe dire altrimenti, tuttavia gli uomini troppo spesso non valutano adeguatamente l’uso del loro tempo, e questo alla fine rappresenta nel minore dei casi uno spreco che poteva essere utilizzato meglio.

Quando però riferiamo il tempo al nostro rapporto con Dio, solitamente ci viene ricordato come il tempo della nostra vita corra veloce e che quindi, prima che noi ce ne rendiamo conto, ci troviamo alla fine dei nostri giorni senza aver posto Dio nella giusta dimensione della propria vita.

Così alcuni, anche se credono che Dio sia importante, pensano di poter ricuperare dei momenti con Lui più in là negli anni. Qualcuno pensa che i giovani si possano divertire, quelli di mezza età debbono curare gli affari ed i vecchi, invece, si debbano dedicare alla religione.

Questa visione ha un difetto di fondo, ossia mette Dio in una posizione “opzionale”, ossia il credente che ragiona in questo modo, e in molti casi sono le stesse chiese a farlo, vede Dio come colui che alla fine della nostra vita dovrà giudicare se noi siamo stati abbastanza meritevoli per entrare nel suo regno, e quindi seguendo questo modo di ragionare, la cd “salvezza” diventa una sorta di “biglietto del treno” che si può, se tutto va bene, acquistare fino all’ultimo momento prima della sua partenza, contando sul fatto che magari il treno sia in ritardo…

Secondo questa visione religiosa si finisce però per credere che il nostro rapporto con Dio sia utile al solo fine della salvezza dell’anima quando affronteremo la morte e quindi il giudizio. Ragionando in questo modo è facile trovare le cd “conversioni dell’ultimo minuto” ossia quelli che sul letto d’ospedale ormai senza speranza di guarigione, si convertono all’ultimo momento utile (prendono il treno al volo) tanto ormai non hanno nulla da perdere perché la loro vita sulla terra l’hanno vissuta e quindi tanto vale tentare la fortuna per quella successiva…semmai ci fosse davvero!

Ora se il rischio più ovvio seguendo questo comportamento è quello di non fare in tempo a prendere il treno, secondo questa visione, è la visione stessa di un rapporto con Dio limitato alla salvezza dell’anima alla fine di questa vita che rappresenta un grossolano errore!

Il tempo che noi possiamo passare con Dio non dobbiamo vederlo come qualcosa di obbligato al fine di evitare un male, quanto una grande opportunità che ci viene offerta di passare la nostra vita accanto e in comunione con il nostro Padre Celeste che attraverso la comunione del suo Spirito con il nostro spirito, ci guida ogni giorno della nostra vita, ci rafforza, ci sostiene, ci incoraggia, ci ricolma di ogni benedizione facendoci vivere una vita piena, sicura e senza paure di sorte.

Se la paura della morte in questo modo viene completamente annientata poiché la comunione con lo Spirito ci rende già membri del Regno Eterno, parimenti quando noi siamo in sintonia con Dio tutto il resto non ci deve più fare paura perché Dio ha creato il mondo e Cristo lo ha vinto!

Allora cari fratelli in Cristo, il tempo che noi dedicheremo a Dio secondo questa visione, corrisponderà interamente al tempo che noi dedichiamo a noi stessi!

Non sarà necessario ricordarci di Dio in giorni, ore o momenti specifici dell’anno, della settimana o del giorno, perché ogni momento della nostra vita sarà come un culto al Signore, perché come ci ha insegnato Cristo “…il regno di Dio è dentro di voi” (Lc 17:21), ma se il regno di Dio è già dentro di noi che crediamo in Lui, allora tutto il nostro tempo è condiviso con Dio, e allora sempre secondo Cristo possiamo ben capire che: “Cercate prima il regno (di Dio) … e tutte queste cose vi saranno date in più” (Mt 6:33) è la giusta strategia per vivere appieno il tempo di Dio! AMEN