Una decisione saggia
Testo: Michea 7:1-7
Leggendo oggi il testo di Michea a fatica possiamo pensare che esso non si riferisca ai nostri giorni, bensì a oltre venticinque secoli fa!
Da questo, cari fratelli in Cristo, possiamo ben vedere come l’uomo sia sempre uguale a sé stesso e la società umana non migliori con il tempo;
non è la civiltà tecnologica o lo sviluppo culturale che può davvero cambiare l’attitudine umana verso il male, e questo testo ne è la prova evidente.
Anche se la storia è un alternarsi di periodi tragici a periodi dove la fiducia nel futuro sembra essere maggiore, nondimeno, questi i tragici si ripetono periodicamente, prova che questo mondo è e rimane saldamente sotto l’influsso del suo principe, e che non c’è una vera possibilità di cambiare le cose in modo duraturo e definitivo, se non con l’intervento del Signore, quando, come promesso tornerà sulla terra per il suo giusto giudizio.
Nel frattempo, però, come ai tempi di Michea, noi oggi osserviamo come gli uomini si affrettano a fare il male, nelle famiglie c'è "guerra", quanti dovrebbero amministrare la giustizia si corrompono, il peccato è dilagante.
In verità, dalla prima venuta di Gesù Cristo noi viviamo già negli ultimi tempi, e anche se nessuno di noi può dire con certezza quanto arriveranno gli ultimi giorni, l’Apostolo Paolo ci da delle chiare indicazioni di ciò che dovrà succedere: “Negli ultimi giorni verranno tempi difficili; perché gli uomini saranno egoisti, amanti del denaro, vanagloriosi, superbi, bestemmiatori, ribelli ai genitori, ingrati, irreligiosi, insensibili, amanti del piacere anziché di Dio” (II Timoteo 3:1-4) e questo affinché nessuno di noi sia impreparato davanti agli eventi che caratterizzano anche il nostro tempo, i giorni e gli anni che noi stiamo vivendo oggi, che sicuramente rispecchiano in molti punti il suo annuncio e quindi ce ne fa sentire maggiormente la sua urgenza.
Che cosa possiamo fare allora?
Come comportarci di fronte a quanto stiamo vedendo attorno a noi?
Possiamo osservare passivamente tutto ciò e fare finta di nulla, come fa la maggioranza delle persone che non credono nel Signore e pensano che le cose anche questa volta si aggiusteranno in qualche modo;
possiamo lasciarci prendere dallo sconforto, e abbandonarci alla disperazione;
oppure possiamo reagire come Michea: “Quanto a me, io volgerò lo sguardo verso il Signore, spererò nel Dio della mia salvezza”!
Il profeta sta parlando a nome del residuo fedele di Israele affinché non si lasci prendere dallo sconforto e smetta così di sperare nel Signore.
Allo stesso modo, oggi, cari fratelli in Cristo, i veri credenti non devono disperare o rassegnarsi al peggio, ma alzare lo sguardo verso il cielo sapendo che Dio non ha perso il controllo della situazione.
Quanti hanno conosciuto personalmente il Signore per averlo accolto come il loro personale salvatore, e aver messo la propria vita nelle sue sante mani, possono dire con certezza di fede: "Il mio Dio mi ascolterà. Egli mi condurrà fuori alla luce", poiché il Signore non ha mai abbandonato nessuno dei suoi figli amati che si sono rivolti a Lui con speranza, dettata dalla certezza della loro fede.
Spetta a ciascuno di noi decidere cosa fare della nostra vita: possiamo farci trascinare nel vortice del male, dichiarando che non c'è nulla da fare, o rivolgerci a Dio che può cambiare la situazione e intervenire in nostro favore per farci del bene.
Cari fratelli in Cristo, rivolgiamo dunque con fiducia il nostro sguardo verso il Signore ed Egli ci salverà da ogni male, conducendoci fino al suo regno celeste al termine della nostra missione terrena. AMEN
